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Inquinamento zona industriale di Siracusa, qualcosa si muove, la Procura sequestra gli stabilimenti Versalis, Sasol e i depuratori Tas e Ias, 19 gli avvisi di garanzia

Carabinieri, Guardia di Finanza, Noe e Nictas dell’Asp questa mattina hanno eseguito il sequestro degli impianti per inquinamento dell’aria dal 2014 al 2016, entro 90 giorni gli interessati devono presentare un programma per ricondurre entro 12 mesi nei limiti le emissioni in atmosfera

Operazione “No Fly”

Gli impianti dei colossi della chimica e della petrolchimica siracusana, Versalis di Priolo, la controllata di Eni, e Sasol di Augusta,  insieme ai depuratori Tas della Priolo Servizi di Melilli e all’Ias di Priolo, da questa mattina sono stati posti sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Siracusa, nell’ambito dell’inchiesta denominata “No Fly”.

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La lettera aperta del sindaco di Siracusa, Francesco Italia, dopo l’esperienza della Sea Watch 3

“Esistono valori eterni che appartengono ad ogni essere umano e che prescindono dalla contingenza e, soprattutto, dal gioco di parti contrapposte”

Francesco Italia

La presenza della SeaWatch 3, che con il suo carico di umanità ha accettato il nostro invito a trovare rifugio nei pressi di Siracusa, ha lasciato un segno profondo nella nostra comunità.

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Nessun rilievo da parte dei magistrati catanesi alla Sea Watch “ha tenuto una condotta lecita”

Non è emerso nessun rilievo penale nella condotta dell’equipaggio della Ong, regolare anche l’aspetto tecnico strutturale della nave

La Sea Watch 3

Con lo sbarco a Catania dei 47 migranti, di cui 13 minori, che da giorni si trovavano a bordo della nave Sea Watch 3, bloccata per ordine del governo e del ministro dell’Interno alla fonda nella rada della Targia a Siracusa, dopo averli salvati qualche settimana addietro nel Mediterraneo di fronte alle coste libiche, si chiude, si fa per dire, la prima fase di una triste vicenda che ha visto emergere lo spirito accogliente e umanitario di una città e, soprattutto, l’azione sinergica solidale tra l’Amministrazione comunale di Siracusa, per volontà del suo sindaco Francesco Italia, la Curia, le associazioni del volontariato, gruppi, sindacati, alcune forze politiche d’opposizione, un pezzo di Sicilia e tanti cittadini.

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Sea Watch 3, Maurizio Martina e Matteo Orfini del Pd violano l’ordinanza e salgono a bordo della nave, i due sono adesso indagati

Questa sera presidio di solidarietà in Piazza Archimede davanti alla Prefettura per chiedere lo sbarco dei 47 migranti a bordo nella nave. Assurdo braccio di ferro umanitario da parte del governo

Un momento del presidio alla Targia

Un assurdo braccio di ferro di umanità, quello intrapreso dal governo gialloverde sulla pelle di 47 esseri umani che da dieci giorni sono al freddo e alla spossatezza a bordo della nave Sea Watch 3, la Ong tedesca, con bandiera olandese, che li ha tratti in salvo lo scorso 19 gennaio nel Mediterraneo.

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“Il vizio della Memoria”, il 2 febbraio a 35 anni dall’uccisione mafiosa Palazzolo Acreide ricorda Pippo Fava

Nella cittadina iblea l’assegnazione del Premio Giuseppe Fava “Giovani” alla giornalista Alessia Candito e menzione ai giornalisti Stefania D’Ignoti e al siracusano Massimiliano Perna

Giuseppe Fava

A 35 anni dall’uccisione per mano mafiosa, il 5 gennaio 1984, a Palazzolo Acreide, sua città natale, si ricorda il giornalista, scrittore e drammaturgo Giuseppe Fava, fondatore e direttore de “I Siciliani”.

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#veritapergiulioregeni, il 25 gennaio sono trascorsi tre anni senza Giulio Regeni, ancora nessuna verità sulla sua morte in Egitto, firmiamo l’appello

Giulio, dottorando all’Università di Cambridge, era al Cairo per svolgere la sua ricerca quando il 25 gennaio 2016, nel 5° anniversario della “Rivoluzione del 25 gennaio”, è scomparso. Il suo corpo, con evidenti segni di tortura, è stato ritrovato nove giorni dopo,in un fosso ai bordi dell’autostrada Cairo-Alessandria

Giulio Regeni

 Ho riconosciuto Giulio solo dalla punta del naso. Quello che è successo non è un caso isolato – così Paola Deffendi, madre di Giulio

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#facciamoliscendere, la Sea Watch 3 nella rada di Santa Panagia a Siracusa ma nessuno può sbarcare

Peggiorano le condizioni climatiche, la procura della Repubblica per i Minori di Catania chiede si facciano scendere i minori non accompagnati per essere ospitati nelle apposite strutture

La Sea Watch nella rada di Siracusa

L’appuntamento è per sabato 26 gennaio alle ore 11:30 sulla costa siracusana, nella rada di Santa Panagia, per far sentire alla Sea Watch 3 e al suo carico di esseri umani, tutto il calore dell’accoglienza che Siracusa, la sua provincia, la Sicilia intera, hanno già dimostrato ieri con la disponibilità data dal sindaco del capoluogo aretuseo, Francesco Italia, di voler aprire il porto della città di Archimede e di accogliere, assieme alla Curia e alla tante Associazione, i 47 migranti salvati sabato scorso dalla Ong nel Mediterraneo.

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Siracusa pronta ad accogliere la Sea Watch 3 e i 47 migranti che da giorni sono a bordo

Il sindaco Francesco Italia dichiara la disponibilità del Comune, assieme alla Curia e alle associazione di volontariato, ad occuparsi dei migranti salvati dalla nave in navigazione davanti alle coste aretusee

Sea Watch 3

La città di Siracusa, da sempre porto aperto e città di pace, dichiara la sua disponibilità ad accogliere la Sea Watch 3 e i 47 migranti salvati lo scorso sabato nel Mediterraneo. La nave della Ong si trova in navigazione a poche miglia delle coste siracusane alla ricerca di un porto che possa evitarle di affrontare la tempesta annunciata nel Mediterraneo, con onde di 7 metri, pioggia e vento gelido.

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“Picca nai”, la mafia continua a minacciare di morte il giornalista Paolo Borrometi autore di inchieste sulle attività dei clan nella Sicilia sud orientale

Il messaggio con tre chiodi recapitato nella redazione di Tv2000 a Roma dove lavora il cronista siciliano che vive da anni sotto scorta per le continue minacce di morte delle cosche mafiose

Il messaggio recapitato a Paolo Borrometi

Ancora minacce di morte per il giornalista siciliano Paolo Borrometi, da alcuni anni preso di mira dalla mafia per le sue coraggiose inchieste sulle attività criminose ed illegale delle cosce nelle Sicilia sud orientale. A Borrometi, che da alcuni anni vive sotto scorta, dopo le aggressioni subite e le minacce dei boss, ieri, martedì 22 gennaio, è stato recapitato un messaggio minatorio scritto in dialetto siciliano ”Picca nai”, ovvero “Nei hai poco”, come dire “Ti manca poco tempo”.

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Se 117 morti sembrano pochi … !

Il Mediterraneo sempre più cimitero di esseri umani tra l’indifferenza del continente europeo. Altri 100 migranti in pericolo

Pagare i libici come fa l’Europa, fornirgli le navi come ha fatto l’Italia, per poi lasciare morire la gente in mare. Sono 338 i milioni di euro che l’Europa ha versato alla Libia per intervenire nella propria “area Sar” in soccorso dei gommoni che partono dalle sue coste con centinaia di persone a bordo. Leggi tutto “Se 117 morti sembrano pochi … !”

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Il dovere di informare: l’assoluzione di Gianni D’Anna ridà onore ad un giornalista dalla schiena dritta

Assostampa: “Il diritto di cronaca e di critica è un principio cardine della nostra democrazia. Se ne facciano una ragione quanti pensano di avvelenare la serenità dei giornalisti”

Gianni D’Anna in un momento del suo lavoro

Siracusa – Sull’assoluzione del giornalista Gianni D’Anna dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa avanzata dall’ex sostituto procuratore di Siracusa, Maurizio Musco, interviene con una nota il sindacato unitario dei giornalisti siracusani. Leggi tutto “Il dovere di informare: l’assoluzione di Gianni D’Anna ridà onore ad un giornalista dalla schiena dritta”