Rinasce il nuovo PD siracusano ripartendo da Alessio Lo Giudice segretario provinciale e da Liddo Schiavo presidente

Alessio Lo Giudice
Alessio Lo Giudice

SIRACUSA – Il PD siracusano gira pagina, e prova a riscriverne una nuova dove la parola più importante ed usata sarà “unità”.

Dopo due anni di veleni e scontri senza riguardo alcuno, ieri sera nell’assemblea provinciale che si è tenuta all’Hotel del Santuario, alla presenza del segretario regionale Fausto Raciti, la colomba della pace, dopo mesi di volo e di prove alla sosta, si è finalmente posata sul ramo d’ulivo del Partito Democratico aretuseo.

Le varie anime interne, con il lavorio sotterraneo della segreteria regionale, come annunciato alla vigilia di un’assemblea che era stata fatta slittare di una settimana forse nell’intento di chiuderne il cerchio, si sono sedute tutte attorno alla stesso tavolo e per alzata di mano, all’unanimità, hanno provato a dare un nuovo volto al partito.

Scene al quale non si era più abituati, quelle viste ieri, con il gruppo renziano che fa riferimento al sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo,  al suo ex capo di gabinetto Giovanni Cafeo e all’ex sottosegretario Gino Foti, dopo due anni di lontananza (dal novembre del 2013, dal congresso che elesse segretaria provinciale Carmen Castelluccio), seduto accanto ai riformisti di Bruno Marziano, Pippo Zappulla e Turi Raiti, e ai Dem di Enzo Pupillo, Sofia Amoddio e Marika Cirone Di Marco.

Insieme, dopo un dimissionamento collettivo, all’unanimità hanno eletto segretario provinciale Alessio Lo Giudice, il giovane professore 38enne di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Catania e di Messina, già assessore alla Cultura della giunta Garozzo.

Un segretario annunciato da tempo, soprattutto “condiviso” dalle parti, a cui l’assemblea ha affiancato due vice segretari, due sindaci, altrettanto giovani, il renziano Michelangelo Giansiracusa di Ferla, e il Dem Orazio Scalorino, di Floridia.

Non era però solo questo il prezzo dell’unità, perché tra i dimissionari con la segretaria Castelluccio e il suo esecutivo, c’era anche il presidente del partito, Turi Raiti, al suo posto, anche questo annunciato, l’assemblea ha eletto l’ex assessore alle Politiche Sociali e all’Urbanistica di Siracusa, il renziano Liddo Schiavo.

Escono di scena, ma di sicuro da vincitori, Carmen Castelluccio e Turi Raiti, che in questi due anni hanno “tenuto” il partito e lavorato affinchè quanto accaduto ieri sera all’Hotel del Santuario potesse realizzarsi.

E così il Partito Democratico della provincia di Siracusa prova a rinascere, ripartendo da un nuovo e motivato segretario che cita Max Weber “la dedizione appassionata ad una causa”, e pensa a ripartire dal sostegno ai sindaci e alle amministrazione nate col PD, ad iniziare da quella di Siracusa, o con il suo sostegno.

Che pensa ad allargare l’orizzonte e porre l’attenzione sui grandi temi di quest’epoca, il lavoro, il sociale, la legalità, l’etica e la morale.

Apertura quindi, e tra i volti nuovi che andranno a comporre la direzione ieri non si poteva non notare quelli dell’ex sovrintendente ai Beni Culturali di Siracusa, Beatrice Basile, e del presidente dell’Ordine degli architetti, Lilia Cannarella, solo per citarne alcuni.

E a proposito di architetti, li prendiamo a prestito solo per dire che l’assemblea di ieri sera, mettendosi alle spalle questi due anni di liti, ha ridisegnato, proprio come in un progetto architettonico, con linee e numeri, la rappresentanza negli organismi dirigenti: il 40% ai renziani, il 38% ai riformisti, e il 22% all’area Dem.

Adesso, la fase successiva, per restare  metafora, è passare alla “costruzione”. Quella sarà per tutti la vera prova.

E tra le cose da costruire ci sono anche la segreterie e gli organismi del partito in città, a Siracusa, ancora rimasti nel vuoto. Di questo se ne riparlerà il 27 settembre come deciso dall’assemblea.

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