Alessio Lo Giudice per una sfida “rinascimentale”

Alessio Lo Giudice
Alessio Lo Giudice

Il Partito Democratico siracusano ha il suo nuovo segretario. Dopo due anni di “custioni”, prove di forza al limite della decenza, scambiate per “dialettica della poltrona”, si da un immensa opportunità con Alessio Lo Giudice.

La politica siracusana e i cittadini siracusani, anche quelli delle parti “avverse”, non possono che salutare con soddisfazione la scelta.

Le dinamiche interne di un partito non sono “fatti loro” soprattutto quando quel partito esprime il sindaco dellacCittà capoluogo della provincia.

Seguo da qualche anno i “movimenti” ad includere e l’approccio nuovo di Lo Giudice alla politica, se ho capito il “personaggio”, e soprattutto spero di averlo capito, il nuovo partito non sarà la solita minestra.

Ora, immaginate i soliti partiti, quelli in cui si discute delle poltrone e del potere propri, per tramite “la dialettica delle poltrone”, poi immaginate i soliti movimenti, quelli in cui si discute delle poltrone e del potere degli altri, attraverso un populismo gridato ed inconcludente, ecco, non centrano nulla con quello che,  penso, ha in mente Alessio Lo Giudice.

In una società che sente la necessità di partecipare in prima persona alla politica queste soluzioni  sono buone come il pane.

I cittadini potrebbero essere anche pronti, la politica no.

La missione è di quelle impossibili, a meno che Alessio non vuole fare il solito partito, senza “Rinascimento”.

Immaginate ora, una storia senza il Rinascimento…. “nè jabbu nè maravigghia”.

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