“Contromafie”, gli stati generali dell’antimafia e l'”Artiglieria di parole” di Roberto Saviano

Roberto Saviano
Roberto Saviano

Roma – Con un intervento intitolato “Artiglieria di parole”, nella giornata di ieri lo scrittore Roberto Saviano ha aperto la prima giornata di plenaria della terza edizione di “Contromafie”, l’iniziativa proposta da Libera come Stati generali dell’antimafia, che si è svolta all’Auditorium della Conciliazione.

E, in effetti, l’ha proprio sfoderata tutta la sua “artiglieria” Saviano parlando di “parole che hanno un peso specifico”. Ha voluto iniziare da un fatto di cronaca: la storia di “Felina”, la ragazza che a causa dei suoi tweet contro il narcotraffico è stata uccisa, in Messico, e il cui account è stato violato per lanciare un messaggio come se fosse ancora lei a scrivere, ma con una foto di lei sgozzata.

Poi,  ha continuato il suo intervento parlando di diritti negati in Italia, in riferimento alle carceri, agli iter giudiziari troppo lenti, alla dilaniante corruzione. «Il sogno nutre anche se non si realizza», ha concluso Saviano, davanti a oltre 3 mila persone.

Subito dopo, la relazione introduttiva di don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che ha cercato di fare il punto sul percorso dell’associazione lungo questi 20 anni.

L’augurio che don Luigi ha fatto a tutti i presenti è «di essere ricercatori di verità, impegnando coscienza e intelligenza». Ai molti politici presenti ha rivolto l’invito a essere più coraggiosi nel completare la fase di liberazione dell’Italia. «Le mafie sono ancora presenti perché noi glielo abbiamo permesso», ha dichiarato il presidente di Libera, riflettendo sulla delicata condizione dei “morti vivi”, cioè delle vittime di usura, di racket e di qualsiasi forma di sopraffazione. «E’ vero – ha concluso il fondatore di Libera e del Gruppo Abele – che le mafie uccidono di meno ma non per sopraggiunto senso morale, semplicemente perché hanno capito che la violenza diretta non paga. Dopo Contromafie non potrà più essere tutto come prima, la prima riforma deve essere un’autoriforma».

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La sala di Contomafie

Gli interventi della mattinata sono stati fatti dal presidente del Senato, Pietro Grasso, dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, da Sebastiano Tiné di “DG Home Affairs European Commission”, dal presidente di “Avviso Pubblico”, Roberto Montà, dal procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosi Bindi, e da don Nunzio Galantino che è il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana.

Nel pomeriggio, l’incontro è ripreso con delle testimonianze che, in qualche modo, aprivano ai gruppi di lavoro, divisi in sei tematiche, che si sono poi svolti oggi all’interno dei numerosi seminari disseminati in varie sale della città.

Prima fra tutte la testimonianza di Stefano Rodotà, che ha illustrato diversi articoli della nostra Costituzione che ruotano attorno ai concetti di dignità e libertà.

Poi, Giovanni Tizian ha parlato del ruolo fondamentale svolto per la comunità da una informazione libera.

Dopo, Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa dal 25 maggio del 2012, ha raccontato la normalità del vortice di emergenze che vive ogni giorno quell’isola che è una delle molte periferie del mondo.

Daniela Marcone, ha declinato la domanda di giustizia e verità raccontando la sua storia di familiare di vittima innocente delle mafie. «Guardare oltre insieme – ha detto commossa Daniela – è quello che Libera mi ha permesso di fare prendendomi per mano e dandomi speranza».

Lucio Cavazzoni, ha poi illustrato la possibilità di coniugare insieme economia, ecologia e libertà.

Ha concluso i lavori di questa prima giornata di plenaria John Christensen, spiegando le ricerche che ha fatto su “Tax havens and the criminogenic State”.

In programma per domani la giornata conclusiva che vedrà ancora numerosi ospiti e interessanti interventi e durante la quale ci sarà l’approvazione e la lettura del manifesto di Contromafie 2014.

 

(Nostro servizio particolare)

 

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