Mentre all’Ars si discutono le modifiche alla legge sui Liberi Consorzi, a Siracusa sono 5 i sindaci candidati alla presidenza

La sede dell'ex Provincia
La sede dell’ex Provincia

SIRACUSA – Servirà a poco la loro candidatura, e ne sono consapevoli, non appena l’aula dell’Assemblea regionale siciliana avrà apportato le modifiche alla legge sui Liberi Consorzi che il governo nazionale ha impugnato in quanto non rispondente alla legge Delrio a livello nazionale.

In particolare, per quanto riguarda il voto, che dovrebbe restare di secondo livello, cioè riservato ai sindaci e ai consiglieri (sono circa 400 in tutta la provincia aretusea), e poi le candidature, per cui si dovrebbe escludere la limitazione dei 18 mesi prima dello scadere del mandato di sindaco, e regolare quelle per le città metropolitane.

Sta di fatto che alle ore 12 di oggi, così come previsto dalla legge, quella della Regione siciliana che istituisce i Liberi Consorzi (e non  ancora modificata), che fissa il voto per il presidente al 29 di novembre, i sindaci che si sono candidati per guidare il nuovo organismo istituzionale che sostituisce l’ex Provincia, sono appena 5 su 21: Giancarlo Garozzo (Siracusa), Giuseppe Mirarchi (Portopalo), Orazio Scalorino (Floridia), Corrado Calvo (Rosolini) e Roberto Bruno (Pachino).

Si tratta, se si esclude Calvo, di sindaci del PD che, rispondendo ad una invito del loro partito per sottolineare l’impraticabilità di una legge nata già vecchia (anche se è lo stesso PD che guida la Regione e ne ha la maggioranza), hanno presentato le loro candidature.

Un atto che hanno definito, come suggeriva anche l’Anci, una “provocazione”, per le lungaggini e i problemi sorti a quasi tre anni dall’abolizione delle Province, voluta quale prima atto della sua “rivoluzione” (che nel frattempo si è persa per strada) dal governatore Crocetta.

Le modifiche proprio da oggi sono in discussione in aula e di sicuro si riuscirà a far slittare la data di fine novembre, e di conseguenza provvedere anche all’ennesima proroga dei nove commissari.

Ma se così non fosse e non si trova un rimedio al “pasticcio” fatto, né tantomeno alla proroga dei termini per le elezioni, i cinque sindaci che hanno espresso la loro candidatura correranno per la  presidenza.

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