L’ex carcere borbonico di Ortigia quale sede di tutti gli archivi della città, la proposta della sezione giovani di Italia Nostra

Il carcere borbonico di Ortigia
Il carcere borbonico di Ortigia

SIRACUSA – Dopo il Mercato di Ortigia, Alessandro Maiolino, della sezione giovani di Italia Nostra, accende i riflettori sugli immobili di pregio, e spesso in abbandono, di Siracusa. E così dopo aver proposto di utilizzare l’antico mercato di Ortigia quale mostra permanente delle attività artigianali ed artistiche della città, e a infopoint turistico, Maiolino rivolge l’attenzione al vecchio e abbandonato Carcere Borbonico, sempre ad Ortigia.

«Oggi voglio accendere i riflettori sul Carcere Borbonicoafferma Maiolino -, conosciuto dai siracusani, come a “casa cu n’occhiu”. Molto si è parlato di questa struttura ma poco si è fatto nel corso degli anni. Ricordo che la costruzione è avvenuta nel 1853 e fu affidata all’ingegnere Luigi Spagna e i lavori di costruzione durarono ben sette anni. Forse non tutti sanno che la struttura ha ospitato anche l’aula della corte d’assise, successivamente trasferita al convento di san Francesco d’Assisi, ma anche il Tribunale civile, precisamente al terzo piano  e nel 1962 ospitò anche un sifilicomio. Dal punto di vista carcerario fu la struttura più importante della provincia di Siracusa e di Ragusa ed aveva la capacità di contenere 340 detenuti.

Più travagliata la vicenda della destinazione d’uso perché la proprietà della struttura ricade alla Provincia, oggi Libero Consorzio Comunale, ma la decisione della destinazione spetta al Comune. Proprio il Consiglio comunale – continua – bocciò la proposta, avanzata da un privato per trasformarlo in albergo, e da allora il carcere si presenta ai numerosi visitatori attratti dalle bellezze di Ortigia e dal vicinissimo e folcloristico mercato, fatiscente e obsoleto.

Italia Nostra, da sempre sensibile sull’argomento ha da tempo proposto che il Carcere Borbonico sia la sede di tutti gli archivi presenti in città, da quello Notarile a quello di Stato a quello Comunale.  E proprio per quest’ultimo, urge trovare una soluzione immediata perché la memoria storica della città di Siracusa non può giacere in uno scantinato, chiuso alla fruizione dei cittadini e degli studiosi.

Sempre con spirito propositivo – conclude l’esponente di Italia Nostra – chiediamo al commissario de Libero Consorzio e al Comune di Siracusa di trovare al più presto una destinazione d’uso e invitiamo, una volta ottenuta, i deputati nazionali e regionali a trovare finanziamenti per il restauro e impedire così il continuo disfacimento della struttura».

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