Un assessorato regionale alle “differenze di genere”

on. Marika Cirone Di Marco
on. Marika Cirone Di Marco

Siracusa – Ritorna, o quanto meno fa il tentativo di occupare l’agenda della politica regionale, il tema delle Pari Opportunità e della “differenza di genere“. L’occasione è data dalla richiesta avanzata dalla parlamentare regionale siracusana del PD, Marika Cirone Di Marco, al governatore Crocetta, dell’istituzione di un Assessorato alle Differenze di genere e alle Pari opportunità, o in alternativa la costituzione, tra le tante, di un’Autorità ad hoc.

Un’Autorità dotata di poteri, capace di riavviare con le associazioni  di scopo ed i soggetti interessati, una riflessione comune per un progetto di innovazione che intervenga in tutti i settori dell’Amministrazione e nella programmazione, offrendo spunti a tutti i Dipartimenti.

La Cirone Di Marco, chiede inoltre ai colleghi dell’ARS di accelerare l’approvazione di Disegni di legge già presentati e avviati in Commissione Affari Istituzionali, come quello sulla Cittadinanza di genere.

L’esponente politico siracusano auspica una maggiore condivisione tra assessore, parlamentari, amministratrici locali, e la comunità femminile organizzata, “che immetterebbe nuova linfa e nuova rappresentatività ad una presenza istituzionale quantitativamente significativa e, come tale, sia pure nelle differenze di appartenenza, chiamata a dare molto di più di quanto allo stato singolarmente sia riuscita ad esprimere”.

Per la Cirone Di Marco emerge, ormai, nettamente, l’avanzata femminile  in ambiti a forte dominanza maschile e anche con l’occupazione di posizioni apicali, quali mai negli anni passati si era verificato.

«Nel giro di pochi anni – secondo la deputata del PD – e segnatamente per la nostra Regione con l’elezione di Crocetta cui si deve l’introduzione del doppio voto di genere nelle elezioni comunali, è stato capovolto il cliché per il quale i tempi della svolta non fossero ancora maturi. Oggi nel  Governo Regionale siedono metà donne e metà uomini, la deputazione vede per la prima volta 14 donne parlamentari, ai vertici o nei livelli intermedi della burocrazia. La femminilizzazione è un fatto. Occorre un riequilibrio di genere, introdurre cioè nei sistemi politici, sociali, economici, una differente cultura capace di contribuire a spazzare via incrostazioni e conservatorismi legati alle persistenze di un ormai usurato monopolio maschile».

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