In principio era la meraviglia

meravigliaJorge Mario Bergoglio, il Papa moderno, ogni tanto, soprattutto quando dialoga con i giovani, si “lascia andare”, e propone interessanti spunti di discussione.

Ieri, alla Messa del Giubileo dei ragazzi, si è espresso così: “La felicità non è un app che si scarica dal telefonino”. Quasi in contemporanea, in un altro mondo e rivolto ad una platea completamente diversa, lo scrittore Roberto Saviano, interessato a Sky Tg24, ha detto “Credo nella bontà, parole oggi impronunciabile. credo nel bene fatto occhio che guarda nell’occhio, mano che stringe mano, nel rapporto uno a uno”.

Ho pensato a Luigi Pirandello, che ne “La carriola”, scrive: “Chi vive, quando vive, non si vede: vive… Se uno può vedere la propria vita, è segno che non la vive più: la subisce, la trascina. Come una cosa morta, la trascina, perché ogni forma è una morte”.

Qualcosa manca alla nostra vita, non è un App informatica, ma applicarci nella capacità di sorprenderci e di meravigliarci, come quando tutto è cominciato, “in principio”… eravamo bambini.

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