Verso la finalissima: grillini contro renziani

La bandiera italiana
La bandiera italiana

Mi sono letto un po’ di twitter dei supporter della politica.

Sono uguali a quelli dei tifosi di calcio, spiccicati.

Centoquaranta battute preconfezionate, già scritte, come i modelli dei messaggi sui telefonini, uguali per le parti in causa, cambia il soggetto. Gli uni danno dell’ignoranti agli altri e viceversa.

In tutto questo essere del calcio nella politica, c’è qualcosa che non va.

L’appartenenza ad una “compagine” ti obbliga, anche di fronte a situazioni che non condividi o comunque strampalate a difenderle, farle tue e diffonderle a colpi di post e twitter.

Accade sovente, che evitiamo di costruirci un idea su qualcosa in attesa che il capo detti la linea, tiri fuori dal cilindro magico un “coniglio”, a quel punto si aprono “i dibattiti della minchia per schieramenti”, dove i grillini sono con Grillo i renziani sono con Renzi, e chi, come i Salvini, gli Alemanno ed i Marino, con i relativi supporter a seguito, non partecipano alla sfida per lo scudetto, scelgono il “coniglio” più conveniente per la propria parte politica.

Questo aggrapparsi alle idee del capo è forse l’elemento che ci ha condotti a questa crisi di valori nella politica, alla delega in bianco e soprattutto a darci delle mezze figure come leader.

Sarebbe interessante ragionare per temi, ognuno di noi utilizzando la propria testolina.

Immaginate un grillino, che difende un idea di Renzi perchè buona o un renziano valorizzare una proposta di Grillo perchè interessante.

Accade invece, che se Beppe Grillo dichiara “è maschio”, tutti i grillini ripetono all’unisono è vero ha la “pipì”, ed è chiaro che i renziani non vedono una beata minchia

Se non usciamo da certi schemi, meccanismi a comparti stagni, continueremo a vivere incatenati ed a combattere un inutile guerra, al momento di parole, pur di prevalere sul nemico.

Discutiamo per tematiche e non per partito preso… dai capi.

#ripensiamolapolitica.

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