Siracusa, si del Consiglio al debito fuori bilancio per il fotovoltaico nel parcheggio del palazzo di giustizia

Foto d'archivio
Foto d’archivio

SIRACUSA – Via libera al pagamento del debito fuori bilancio sui i lavori per il fotovoltaico nel parcheggio del palazzo di giustizia. Il Consiglio comunale di Siracusa ieri ha esitato favorevolmente la proposta degli uffici la cui discussione era stata incardinata la sera precedente.

Dopo il voto, l’assemblea ha affrontato la convenzione proposta dal Comune di Priolo per una linea autobus che colleghi la città con l’insediamento archeologico di Thapsos, ma quando è stata votata una proposta di rinvio del punto è mancato il numero legale.

La sessione è stata così chiusa e i punti non votati (convenzione con Priolo, regolamento sul noleggio con conducente per risciò e motocarrozzette, istituzione del Premio Archimede e mozione sulla sede della Croce rossa) saranno trattati in un’altra data.

Prima di entrare nel merito dei punti all’ordine del giorno, Salvatore Castagnino ha manifestato solidarietà all’agente di Polizia Municipale che nei giorni scorsi è stato aggredito fuori dal servizio e ha stigmatizzato il fatto che lo stesso non è stato fatto dall’Amministrazione dopo l’accaduto.

A tale affermazione ha replicato l’assessore alla Polizia Municipale, Dario Abela.

«Io personalmenteha dettomi sono recato subito in ospedale per portare la solidarietà personale e del sindaco Garozzo e poi sono andato in Procura per contribuire all’identificazione dell’aggressore».

Il debito fuori bilancio, a favore della Martifer Solar srl di Milano, approvato dal Consiglio ammonta a 101 mila 940,10 euro, a fronte di 111 mila 742,95 fissato dal Tar di Catania; la somma pattuita tiene conto della disponibilità del capitolo di bilancio ma la condizione era che il debito fosse riconosciuto entro il 30 giugno, cosa che è accaduta.

Il confronto, interrotto la sera precedente per mancanza del numero legale (Leggi), è ripreso con un intervento di Salvatore Castagnino che ha rinnovato la richiesta di ascoltare l’Ufficio legale poiché nella proposta di delibera non sono specificati i termini della transazione  e ciò, a pare del consigliere, espone l’Ente ad altro ricorso della controparte e ad altre spese. Castagnino ha concluso l’intervento depositando agli atti una dichiarazione, firmata anche dal Fabio Alota, con la quale si chiede l’invio degli atti alla Procura della Corte dei conti.

Alla perplessità di Castagnino, su invito del presidente del Consiglio comunale, Santino Armaro, ha risposto il presidente del Collegio dei revisori dei conti, Giuseppe Canto. Questi ha rilevato come i contati tra Comune e controparte per fissare la cifra da pagare siano avvenuti tramite posta certificata, circostanza che escluderebbe la possibilità di ulteriori contenziosi.

Cetty Vinci ha rilevato, però, come negli atti non vi sia una rinuncia formale da parte della ditta della somma rimanente; poi ha sottolineato come nella sentenza del Tar si faccia riferimento a una gestione negligente della gara e che negli atti non si fa il nome del responsabile di tale negligenza.

«Voglioha conclusoche si metta a verbale su chi peserà questa somma, che non può pesare sulle tasche dei cittadini».

Anche Salvo Sorbello, che ha lamentato una cattiva conduzione dei lavori d’aula da parte del presidente Armaro (“lei non ha titolo per bacchettare i consiglieri di opposizione e il suo ruolo deve essere a garanzia di tutti”), ha evidenziato la necessità risalire al responsabile del debito e ha messo in guardia dal tentativo di far passare come un successo il fatto che è stato concordato uno sconto mentre la verità è che l’Amministrazione sta sborsando oltre 100 mila euro.

Critiche al presidente Armaro sono arrivate anche da Elio Di Lorenzo che ha annunciato la sua uscita d’aula «perché non ci sono le condizioni di serenità per decidere».

Di Lorenzo ha anche detto che sta meditando se dimettersi da consigliere, una decisione che, se dovesse essere presa, addebiterebbe alla maniera in cui il presidente Armaro svolge il suo ruolo. Il riferimento era alla mancata convocazione del Consiglio che, secondo Di Lorenzo, ha impedito ai consiglieri di potersi difendere dagli attacchi delle ultime settimane.

Massimo Milazzo ha riportato la discussione sul tema giudicando fondate i rilievi mossi sulla delibera, evidenziando che l’impianto fotovoltaico è ancora inattivo. Per Milazzo da tempo si verificano fatti di cattiva amministrazione.

Per Francesco Pappalardo, il Consiglio «deve votare la proposta perché la sentenza è esecutiva». Rinviare la decisione significherebbe pagare molto di più e rinunciare alla riduzione, anche se minima, concordata; allo stesso modo, fermare i lavori perdendo il finanziamento, avrebbe comportato un danno molto più pesante. Tutti i passaggi, ha aggiunto, sono stati compiuti e in sede di commissione Bilancio sono stati forniti i chiarimenti chiesti in aula. Pappalardo ha condiviso la necessità di capire di chi sia la responsabilità del debito.

Secondo Gaetano Firenze, la proposta di delibera è una semplice presa d’atto, così come e normale procedura che i debiti fuori bilancio passino dal vaglio della Corte dei conti. Dopo avere rilevato che l’appalto è stato aggiudicato da una commissione Urega, Firenze, in merito allo “sconto”, ha detto che avrebbe considerato più corretto che la Giunta avesse proposto una formale transazione con la ditta.

Poi si è passati al voto e la proposta è stata approvata con 12 sì, 4 no e 3 astensioni. A maggioranza è passata anche l’immediata esecutività del provvedimento.

La proposta di collegamento su strada tra Siracusa e il sito archeologico di Thapsos, nella penisola Magnisi, è stata illustrata dall’assessore Dario Abela e dal dirigente del settore Mobilità e trasporti, Emanuele Fortunato.

Il Consiglio comunale era chiamato ad approvare lo schema di convenzione, già deliberato dal Comune di Priolo e che l’aveva proposto. Il servizio sarà a costo zero per le due amministrazioni perché la gestione è della Regione siciliana. Sarà giornaliero dalle 9 alle 18 con un’ora di sosta delle 13 alle 14. I mezzi usciranno ed entreranno in città da Sud ed effettueranno fermate in via Rubino, Corso Gelone e al parcheggio di via Augusto von Platen.  Si tratta, ha detto Fortunato, di una atto dovuto e il Comune è chiamato al rispetto di due condizioni: l’assenza di costi e le finalità turistiche del servizio.

Numerose le richieste di chiarimento avanzate dai banchi dell’opposizione (Vinci, Castagnino e Milazzo) sulla trasparenza del provvedimento, sul fatto che l’Amministrazione non sia stata coinvolta nell’iter, sul percorso dei mezzi e sulla durata della convenzione. Firenze ha chiesto di conoscere il decreto dell’Assessorato regionale alle Infrastrutture che istituisce il servizio, e per tale ragione ha chiesto un rinvio della discussione.

La proposta di Firenze è stata messa ai voti ed è mancato il numero legale.

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