La commissione parlamentare d’inchiesta alla Gamerra di Pisa per fare luce sulla morte del para siracusano Emanuele Scieri

La commissione parlamentare alla Gamerra
La commissione parlamentare alla Gamerra

PISA – Si è conclusa con una piccola cerimonia e una corona di fiori deposta sul luogo della tragedia, la missione della Commissione d’inchiesta sulla morte del militare siracusano Emanuele Scieri, avvenuto il 13 agosto del 1999, in circostanze misteriose, all’interno della Caserma Gamerra della Folgore a Pisa.

In una conferenza stampa a margine della commemorazione, Sofia Amoddio, presidente della Commissione d’inchiesta parlamentare costituita per fare luce su quella morte,  insieme ai deputati Gianluca Fusilli, Giovanna Palma, Massimo Baroni e Giuseppe Zappulla, ha voluto ringraziare la Folgore, nella persona del generale Iannucci, e l’intera caserma per la disponibilità e l’accoglienza dimostrata nei confronti della Commissione, ed il ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

«I ringraziamentiha dichiarato il presidente Amoddionon sono formali ma sono il frutto di una prima, chiara collaborazione tra corpi dello Stato al fine di trovare la verità su questa assurda tragedia, per la quale dopo tanti anni non si sono ancora scoperti i responsabili».

La visita ispettiva, diurna e notturna, ha permesso di visionare i luoghi alla luce degli elementi emersi durante le audizioni di militari ed ex militari e di riscontrare alcuni elementi che saranno comunicati non appena possibile.

«L’obiettivo della Commissioneprosegue l’on. Amoddionon è solo quello di trovare conferma a ciò che già gli atti processuali dicono, ovvero che si è trattato un omicidio, ma anche la speranza che proprio dopo tanti anni possa emergere nella coscienza di qualcuno quel sentimento di dignità indispensabile affinché un uomo possa definirsi tale e quindi raccontare la verità di quanto avvenuto quella sera».

Il compito della Commissione è quello di ricostruire le modalità dei fatti, il movente e le responsabilità, ma più in generale la commissione sta cercando anche di capire il clima in cui si è svolto questo evento all’interno della caserma, le condanne per gli atti di nonnismo e come questo clima sia cambiato dopo la morte di Scieri.

«Chi sa parliè l’appello lanciato  dalla Commissionechi non ha parlato, o chi non ha detto tutto, oggi ha la possibilità di alleggerire questo peso, di svelare la verità senza temere nulla perché, l’eventuale falsa testimonianza commessa nel ‘99 non può essere perseguibile perché prescritta».

La Commissione ha voluto ringraziare gli amici di Scieri che con tenacia hanno tenuto vivo il ricordo attraverso le attività dell’Associazione “Verità e Giustizia per Lele”, e la famiglia, in questo triste 17° anniversario.

«L’istituzione di questa commissioneconclude Sofia Amoddiodimostra che lo Stato non vuole nascondere nel silenzio della memoria, un evento che manifesta un vulnus all’interno delle caserme italiane, ma soprattutto, che la ricerca della verità è sempre un elemento di forza e di dignità da parte delle istituzioni dello Stato, anche e soprattutto quando esso indaga su se stesso.

 

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