Francofonte, svolta nelle indagini per l’uccisione di Nino “Sinatra” Barbaro, arrestati Antonino e Giancarlo Giaccotto

A sinistra la vittima
A sinistra la vittima

FRANCOFONTE – Ucciso in modo efferato, con 27 coltellate, alcune delle quali mortali, per appena 700 euro, per alcuni mesi di affitto non pagato e, soprattutto, senza essere in grado di potersi difendere dai suoi assassini, due, arrestati ieri dai Carabinieri della Compagnia di Augusta.

A due anni circa dall’uccisione di Nino “Sinatra” Barbaro (leggi), il pensionato di 67 anni il cui cadavere venne trovato la mattina del 3 novembre 2014 in un vigneto di Contrata Squarcia, le indagini dei Carabinieri di Francofonte ed Augusta, condotte dal novembre 2014 al novembre 2015, e coordinate dal procurato capo Francesco Paolo Giordano e dal sostituto Vincenzo Nitti, hanno dato un nome ed un volto ai suoi assassini.

Si tratta dei fratelli Antonino e Giancarlo Giaccotto, rispettivamente di 45 e 33 anni, pescatori, incensurati, residenti a Melilli. I militari dell’Arma, su ordine di custodia cautelare del gip del Tribunale di Siracusa, Giuseppe Tripi, li hanno arrestati ieri sera.

Un lavoro di investigazione minuzioso, quello avviato dai Carabinieri subito dopo la scoperta del cadavere da parte di un bracciante che aveva dato l’allarme, nel vigneto di Contrada Squarcia dove Nino “Sinatra” Barbaro era intento a raccogliere uva da vendere per arrotondare, come faceva anche con piccoli oggettini, l’insufficiente pensione sociale della quale era titolare.

Li, secondo gli elementi e i numerosi indizi  raccolti dagli investigatori, lo avrebbero raggiunto, intorno alle 10:20, i due fratelli Giaccotto, proprietari dell’abitazione che la vittima occupava insieme alla compagna a Francofonte e per la quale corrispondeva un affitto di 150 euro mensili.

I due volevano subito i soldi, richiesti da tempo, di alcune mensilità, appena 700 euro, che la vittima, a causa di difficoltà economiche, non aveva potuto saldare.

Nino “Sinatra” Barbaro, piccoli precedenti alle spalle, a Francofonte viveva “arrangiandosi”, facendo il venditore ambulante di piccoli oggettini e di frutta, e per questo molto conosciuto nella cittadina agrumicola, per arrotondare la piccola pensione sociale che percepiva, quanto bastava per andare avanti lui e la compagna con la quale viveva (le due figlie avute da una precedente relazione vivono in altre regioni).

Quel 2 novembre 2014, quindi, intorno alle ore 10:20, Antonino e Giancarlo Giaccotto, presumibilmente, non riuscendo ad ottenere il pagamento del debito, aggredivano il pensionato francofontese con “furia omicida”, con 27 coltellate che lo raggiungevano in diverse parti del corpo, alcune delle quali vitali (tra cui giugulare, rene sinistro, polmoni e milza).

Entrambi i fratelli, per la Procura di Siracusa, sono ritenuti responsabili di omicidio aggravato dall’aver agito per futili motivi e con crudeltà, approfittando di circostanze di tempo, di luogo e di persona non in grado di difendersi.

 

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