Ascoltato il commissario Irsap in Commissione Bilancio all’Ars sul futuro dell’Ias. Vinciullo: “Deve restare pubblica”

iasSIRACUSA Si è svolta martedì scorso in Commissione Bilancio all’Ars, come rende noto il suo presidente, il siracusano Vincenzo Vinciullo, l’audizione del Commissionario dell’Irsap, in seguito alle numerose e contrastanti notizie che in questi ultimi mesi sono state fornite circa il futuro dell’Ias, il consorzio che gestisce l’impianto di depurazione nella zona industriale a Priolo.

«Durante il lungo e articolato dibattitoha commentato l’on. Vinciullosono stati dettati tempi e modalità che si dovranno concludere entro il 15 ottobre, in modo da avere un percorso corretto, lineare e noto a tutti sul destino dell’Ias, che è un bene di proprietà della Regione, e sulla necessità di adeguare i costi sostenuti a quelli degli altri Enti regionali, compreso il numero dei componenti del consiglio di amministrazione, che non può continuare ad essere così numeroso.

A tal proposito – ha aggiunto il deputato Ncd – spiace dover costatare che i rappresentanti dei privati, anziché adeguarsi alla legge vigente, pensano anche loro di fare clientele e di mantenere posizioni non più previste dalla legge.

Circa la convocazione dell’assemblea ordinaria per giorno 7, per eleggere il presidente, sarebbe più opportuno che prima si adeguassero alle leggi volute dal Parlamento siciliano e poi procedessero alle elezioni del nuovo presidente che nascerebbe in una situazione di aperto conflitto con la Regione e, quindi, per evitare tutto ciò, l’unica soluzione percorribile sarebbe quella di adeguarsi, come è dovuto, prima alla legge regionale e poi procedere all’elezione del nuovo presidente, dal momento che le elezioni sarebbero viziate già dall’inizio.

Circa il futuro della società – ha concluso Vinciullo – sia chiaro a tutti che la Regione non intende dismettere la propria quota di partecipazione e che intende mantenere il controllo di maggioranza della società, in quanto chi controlla non può non essere il pubblico sul privato e mai il viceversa».

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