Quando un certo tipo di politica vola bassa, a Floridia coperti i manifesti per la fiaccolata in memoria di Nuccio Sortino

A sinistra il manifesto "oscurato"
A sinistra il manifesto del FAI

FLORIDIA – Amarezza, quella espressa dal sindaco di Floridia, Orazio Scalorino, così come dal presidente provinciale delle Associazioni Antiracket, Paolo Caligiore, per l’episodio di questi giorni della copertura dei manifesti fatti affiggere in piazza dal primo cittadino per annunciare la fiaccolata di domenica 9, in memoria di Nuccio Sortino, il panettiere 46enne, componente del direttivo dell’Associazione Antiracket, ucciso il mese scorso in un agguato da tre giovani balordi, due dei quali minorenni, oggi in carcere.

Il manifesto di invito alla cittadinanza a partecipare a questo momento di grande impegno civico contro il racket e la criminalità mafiosa, fatto affiggere lunedì, è stato in pratica coperto, o meglio “oscurato“, con un manifesto politico, a firma di alcuni consiglieri comunali di opposizione, di attacco al sindaco sulla sua attività amministrativa.

Un manifesto che, a detta di molti, senza per questo uccidere o tirare in ballo la “democrazia”, poteva certamente attendere o, quantomeno, se affisso, senza oscurare l’invito alla comunità a prendere parte ad un appuntamento che, oltre a ricordare il coraggio di un lavoratore ed imprenditore che ha perso la vita per non essere piegato dalla strafottenza e dalla violenza delinquenziale, vuole essere un momento di sensibilizzazione per una presa di coscienza collettiva nell’arginare, assieme alle istituzioni, il fenomeno mafioso e la violenza.

Il tutto, come denuncia Paolo Caligiore, in un momento in cui un’altra attività commerciale, una paninoteca, viene presa di mira ed incendiata, all’indomani dell’incontro nell’aula consiliare del Comune per ricordare, ad un mese dall’uccisione, Nuccio Sortino, insieme ai commercianti, al Fai, alle Associazioni Antiracket, ai familiari, e alla presenza delle massime autorità dello Stato, dal prefetto Armando Gradone ai responsabili delle forze dell’ordine, agli amministratori locali.

«Se sono stati “piccoli boss” che pensano di “crescere”scrive su Facebook Paolo Caligioreonestamente stanno crescendo male e da imbecilli. Se,invece, sono stati “boss più grandicelli”, che pretendono di assumere il controllo del territorio, e allora sono ancora più imbecilli dei primi, perché hanno dimenticato una cosa: che la sera, all’aula consiliare, non c’erano solo i commercianti o le associazioni antiracket, ma c’era lo Stato, rappresentato dal Prefetto e dalle Forze di Polizia. E questo pseudo atto di forza che gli imbecilli delinquenti hanno voluto fare, non è stato inteso, come una intimidazione ai commercianti, ma come un attacco allo Stato, e ne pagheranno le conseguenze».

Grande il rammarico del sindaco Scalorino che ha annunciato quanto accaduto sui social, postandone anche la foto.

«Ieri sera, durante la processione di San Francescoafferma Scalorino –  ho notato che questi manifesti, nonostante ancora la fiaccolata non si è svolta, sono stati oscurati da un manifesto politico dei miei oppositori. Bene, io non aggiungo altro, spero solo che qualcuno capisca la gravità di quello che è accaduto. Perché oltre alla spocchia del fatto, mi complimento con loro per l’importante obiettivo raggiunto, che non è stato quello di screditare il sindaco, che sabato farà un comizio in piazza e come al solito vi farà fare la  figuraccia che vi meritate, ma di offendere la memoria di Nuccio Sortino e di non rispettare la sua famiglia».

Certo, la politica ha il compito di volare alto nell’interesse dei cittadini e della collettività, ma in questo caso, per una parte di essa, la pesantezza dello scontro locale, spesso fin troppo “personalizzato”, ne hanno appesantito le ali, tanto da non farla neanche decollare.

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