“Vinci l’indifferenza”, questo il messaggio della marcia della pace Perugia – Assisi che si è svolta questa mattina

Lo striscione che ha aperto la Marcia della Pace Perugia - Assisi
Lo striscione che ha aperto la Marcia della Pace Perugia – Assisi

ASSISI – “Vinci l’indifferenza” di fronte ai tanti scenari di guerra e alle tragedie del nostro tempo, del nostro quotidiano, dall’immigrazione alle violenze, in particolare contro i più deboli, dal terrorismo alle ingiustizie.

Questo il grande tema che quest’anno ha caratterizzato la Marcia della Pace Perugia – Assisi che si è svolta questa mattina e dedicata al giovane ricercatore italiano Giulio Regeni, torturato e ucciso in Egitto, per la quale si alza sempre più forte la voce che chiede verità su una morte assurda e segnata da silenzi e misteri.

All’appuntamento, nato il 24 settembre 1961 su iniziativa del filosofo e non violento Aldo Capitini, quale testimonianza a favore della Pace e della solidarietà tra i popoli, questa mattina erano in migliaia, persone di tutte le età, senza distinzione culturale, religiosa o del colore della pelle.

Con loro anche gli studenti del liceo scientifico di Amatrice e Accumuli, i due piccoli Comuni duramente colpiti dal recente terremoto, con i loro insegnanti e la preside Maria Rita Pitoni, una marcia della speranza la loro: “Per guardare avanti”.

marcia_perugia_assisi_2E poi, come sempre, tante città, ben 500, tanti Enti locali (Comuni, Province, Regioni), oltre 300, tanti sindaci, oltre un centinaio di scuole, il mondo del volontariato, dell’associazionismo, tanti giovani e tante famiglie. Tutti insieme, sotto i colori delle bandiera della Pace, nel grande abbraccio di Pace e Fraternità della Basilica di San Francesco.

Fermare le guerre, la violenza e le stragi di bambini, l’eccidio di Aleppo,  che in questi giorni sta sconvolgendo la comunità internazionale, ma anche le violenze e le ingiustizie del nostro quotidiano, nelle nostre piccole realtà, iniziando a ridare la dignità del lavoro a chi non ce l’ha, un futuro ai tanti giovani costretti, come ci ha ricordato in questi giorni il rapporto Migrantes, a lasciare la propria terra.

A ricordare Aleppo e le stragi è stato con un messaggio anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Tante vite spezzate, tante famiglie disperate e sconvolte, tanti bambini uccisi, anche in questi giorni, scuotono la nostra coscienza. Non ci si può rassegnare alla strage e alle violenze di Aleppo».

Sono i giovani il punto di riferimento di Mattarella, a loro il compito di cancellare le guerre e fermare la violazione dei diritti umani.

Invoca la Pace  quale dono di Dio, Papa Francesco, così come la responsabilità e l’impegno degli uomini attraverso il negoziato e il dialogo.

E nell’impegno degli uomini ognuno deve mettere qualcosa di suo, assumendosi le proprie, piccole o grandi, responsabilità, ricorda Flavio Lotti, coordinatore della Marcia della Pace: «Vogliamo reagire al silenzio e all’indifferenza di chi ci governa».

Mentre don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, invita al coraggio, ad osare di più: «Camminiamo per dare speranza a chi speranza non ce l’ha, per chiedere all’Europa di non rinnegare sé stessa».

 

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