Siracusa, il Consiglio approva il Piano triennale delle opere pubbliche e fissa la scadenza per gli emendamenti al bilancio

consiglio_comunale_siracusa2SIRACUSA – Dopo la diffida del commissario regionale ad approvarlo entro 30 giorni, il Consiglio comunale di Siracusa ha incardinato stamani il Bilancio di previsione 2016 e, approvando un emendamento presentato da Fortunato Minimo e Cosimo Burti, ha fissato per le 12 di lunedì 17 il termine ultimo per la presentazione formale degli emendamenti.

E’ toccato al ragioniere generale, Giorgio Giannì, sintetizzare lo schema del documento contabile.

 «Ha dovuto fare i conti con una serie di limitazioni ha detto Giannì -, dai tagli dei trasferimenti regionali e nazionali alle difficoltà di accensione di nuovi mutui per le mutate politiche bancarie. Un bilancio prudente  che prevede anche le cosiddette “Poste prudenziali” quali i fondi di svalutazione dei crediti, gli accantonamenti per le passività potenziali, ed il fondo per il pagamento dei debiti fuori bilancio».

Una relazione che non ha soddisfatto il consigliere Cetty Vinci, l’unica ad intervenire nel merito.

«Un bilancioha affermato Vinci –  che rafforza le nostre  preoccupazioni sull’assetto finanziario dell’Ente, con grandi criticità per il futuro. Si perdono risorse per impinguare fondi di accatastamento, ed aumentano però i costi. E se da un lato di parla di difficoltà di riscossione dei tributi, dall’altro vediamo un loro aumento».

L’apertura della seduta era stata dedicata al Piano triennale delle Opere pubbliche che prevede un investimento di circa 553 milioni di euro in tre anni, per il primo dei quali è stato individuato il maggiore stanziamento, circa 430 milioni. Ad illustrare gli interventi triennali è stato l’ingegnere capo, Natale Borgione, ricordando tra i più qualificanti quelli in materia di impiantistica sportiva, quelli di manutenzione straordinaria di scuole e sedi stradali, quello per il Comando di Polizia Municipale, il nuovo “Campo pozzi”, gli interventi migliorativi in materia di smaltimento di acque bianche e pluviali, e quelli sulla rete idrica.

Prima parte della discussione dedicata ad aspetti procedurali che hanno spinto le opposizioni a chiedere la non trattabilità del punto.

Per Cetty Vinci «assenza del parere della commissione Urbanistica, assenza degli allegati di legge, assenza dell’assessore ci spingono a chiedere di non votare l’argomento».

Per Massimo Milazzo la proposta è  «carente degli studi di fattibilità o delle progettazioni preliminari, quindi palesemente illegittima. Ci troviamo di fronte ad una maggioranza che non fa lavorare il Consiglio», chiedendo poi il rinvio di un paio di settimane.

Argomento ripreso anche da Salvo Sorbello che, prima di abbandonare l’aula in segno di protesta contro una procedura che ha definito “illegittima”, ha ricordato la produzione del provvedimento solo 24 ore prima della sua trattazione.

«Un provvedimento siffatto – ha dichiarato Elio Di Lorenzo – impedisce qualsiasi incidenza sulle scelte fatte dall’Amministrazione. Con quale coscienza possiamo approvare un provvedimento che non conosciamo? La programmazione è in mano ad un gruppo ristretto di persone».

E’ toccato al segretario generale, Danila Costa, rispondere sull’argomento, chiarire la regolarità dell’iter procedimentale e quindi la trattabilità della proposta.

«L’attoha detto Costaha i pareri tecnico e contabile dei dirigenti, quindi è regolare. Gli allegati non vengon inseriti nei faldoni da portare in aula, ma sono nella disponibilità dei consiglieri presso gli uffici. Il Consiglio, quindi, è stato messo nelle condizioni di poter controllare tutto il Piano».

«Si è persa l’occasione di decidere adesso per il futuroha sottolineato Gaetano Firenze -. In questo provvedimento che votiamo manca un indirizzo politico su temi fondamentali per la città, per i quali non diamo risposte immediate, ma aspettiamo. Penso, ad esempio, al problema idrico, progetto cardine dell’Amministrazione, con un’acqua potabile con alcuni valori oltre i limiti e che rende necessario dotarsi di un nuovo campo pozzi. Presenterò un emendamento che apra a finanziamenti anche privati perché questa opera è ormai indifferibile».

Per Enrico Lo Curzio, infine, quelle procedurali «sono solo questioni di lana caprina». Il consigliere ha poi stigmatizzato alcuni comportamenti della maggioranza, e chiesto al contempo un confronto sui contenuti e un maggiore coinvolgimento «in vista dell’approvazione del  bilancio».

Su richiesta del consigliere Giuseppe Assenza, dopo che Francesco Pappalardo aveva invitato l’aula ad un sereno dibattito sulla materia, «un problema di coscienza di ognuno di noi», si è poi entrati nel merito dello strumento di programmazione.

Ad illustralo il vice sindaco, Francesco Italia.

«Un provvedimento cheha esordito Italiarisente della grande carenza di risorse finanziarie ma che, non per questo, tralascia importanti interventi, da quelli nelle scuole cui guardiamo con l’attenzione che merita questa realtà per il suo grande ruolo inclusivo, a quelli in materia idrica e fognaria, a quelli su edifici pubblici quali il Comando di Polizia municipale, a quello che riteniamo risolutivo per lo smaltimento delle acque piovane tra via Augusta e Scala Greca. E’ chiaro che da queste somme mancano le risorse per il viadotto di Targia che abbiamo reso sicuro con i nostri fondi».

«Risposta insoddisfacente, nulla viene detto per la manutenzione del Cimitero, per la viabilità d’ingresso in città, per viale Epipoli» ha replicato Assenza.

Per Francesco Pappalardo  «il  Piano risente fortemente della carenza di un innovativo parco progetti di riqualificazione urbanistica, l’unico in grado di fare intercettare al Comune finanziamenti europei».

Concetto ribadito anche da Massimo Milazzo per il quale «Siracusa non è solo Ortigia, ma anche Cassibile e il villaggio Miano, impraticabili ad ogni evento atmosferico importante. Non c’è un elenco delle priorità da realizzare, perché questo Piano manca di identità politica».

Prima dell’approvazione del Piano, il Consiglio ha dato via libera a tre emendamenti.

Il primo, illustrato da Carmen Castelluccio, prevede la “rifunzionalizzazione” di via Modica, il completamento di via Failla, e la realizzazione di una rotatoria all’incrocio tra viale Teracati e viale Santa Panagia; il secondo, illustrato da Alberto Palestro, prevede la realizzazione di collettori pluviali nelle vie Madonie e Monti Peloritani al Villaggio Miano.

«Un primo forte segnaleha detto Palestroe due opere importanti che serviranno ad alleviare il drammatico problema del deflusso delle acque piovane che tanta preoccupazione desta tra i residenti ad ogni precipitazione».

Il terzo emendamento prevede anche il ricorso ad “altre forme di finanziamento” oltre a quelle pubbliche per la realizzazione del nuovo “Campo pozzi”.

 

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