Ricordato stamane il carabiniere siracusano Carmelo Ganci medaglia d’oro al valor militare

Il col. Perdichizzi e la sig.ra Rosa Ganci
Il col. Perdichizzi e la sig.ra Rosa Ganci

Siracusa  – Nell’anno del Bicentenario della loro Fondazione, i Carabinieri ricordano i loro eroi, decorati con Medaglia d’Oro al Valor Militare, al Valor Civile ed al Valore dell’Arma con delle celebrazioni commemorative a loro dedicate.

Stamane a Siracusa, nella Chiesa di San Salvatore, nella ricorrenza del 27esimo anniversario della tragica scomparsa, l’Arma si stringe intorno alla famiglia del carabiniere Carmelo Ganci, che a Siracusa nacque il 30 luglio del 1964. Appena 18enne, Ganci si arruolò nella Benemerita quale allievo carabiniere e fu ammesso a frequentare il corso  d’istruzione presso   la Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias (CA).

Al termine del ciclo formativo fu destinato in provincia di Napoli presso la stazione Carabinieri di Massa Lubrense, vicino Sorrento. In seguito fu trasferito in provincia di Caserta, presso la stazione Carabinieri di Castel Morrone dove prestò servizio per circa una decina di giorni prima di quel tragico 04 dicembre 1987, data in cui compì l’atto di valore per il quale venne insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa con D.P.R. del 31 ottobre 1988 con la seguente motivazione: “A diporto in abito civile unitamente a pari grado, appreso che poco prima quattro malviventi armati avevano perpetrato rapina ai danni degli avventori di un esercizio pubblico dandosi poi alla fuga a bordo di autovettura di grossa cilindrata, con altissimo senso del dovere e cosciente sprezzo del pericolo, si poneva alla loro ricerca con la propria autovettura. Intercettati i fuggitivi ed ingaggiato con essi conflitto a fuoco, nel corso di prolungato inseguimento ad elevata velocità fuoriusciva con l’auto dalla sede stradale finendo nella sottostante scarpata, ove, ferito ed impossibilitato a difendersi, veniva vilmente ucciso dai criminali con numerosi colpi d’arma da fuoco. Luminoso esempio di elette virtù militari, ammirevole abnegazione e dedizione al servizio spinto fino all’estremo sacrificio”.

Un destino beffardo accomunò in quel giorno il giovane carabinieri Ganci ed il collega Pignatelli che, liberi dal servizio, a bordo di una Fiat Ritmo si lanciarono immediatamente all’inseguimento della Saab 9000 di una banda responsabile di una rapina consumata pochi minuti prima nel centro abitato campano. Per un’incredibile coincidenza, dopo un lungo inseguimento, e pur non avendo percorso la stessa strada, i due carabinieri intercettarono l’auto incriminata tra Castel Morrone e Piana di Monte Verna.

I rapinatori, dopo una curva ed approfittando dell’oscurità, svoltarono in aperta campagna, e, spegnendo i fari, attesero il passaggio di Ganci e Pignatelli. I due militari, raggiunti, affiancati e mandati fuori strada, diventarono bersaglio facile dello spietato commando che, imbracciando un fucile Winchester 30 Luger calibro 7,65, si accanì con inaudita violenza contro i carabinieri, entrambi prigionieri all’interno dell’abitacolo. I due militari dell’Arma rimasero feriti e, pertanto, impossibilitati a muoversi e a difendersi. Una condizione di debolezza che, secondo la sentenza che anni dopo condannerà all’ergastolo i tre autori, non sfuggì ai rapinatori. I tre, da quanto emerso dall’inchiesta, scesero dalla loro Saab 9000 e, a sangue freddo, fecero di nuovo fuoco per essere sicuri di aver ucciso i militari. A terra furono ritrovati oltre 60 colpi esplosi all’indirizzo dei due eroi.

Nella cerimonia di oggi, dopo la resa degli onori da parte di una Guardia d’Onore del Comando provinciale dei Carabinieri di Siracusa e la deposizione di un cuscino floreale sulla foto ritraente il giovane carabiniere siracusano, i militari dell’Arma di Siracusa, in servizio ed in congedo, si sono stretti intorno ai suoi familiari, celebrando una messa in suffragio officiata da don Giuseppe Benintende presso la Chiesa di San Salvatore.

Al termine della funzione religiosa, il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Mauro Perdichizzi, ha ricordato il gesto eroico compiuto dal giovane Carmelo, evidenziandone l’elevatissimo spirito di abnegazione ed il radicato senso di responsabilità verso la tutela della popolazione di Castel Morrone, suggellando l’odierna ricorrenza con la consegna alla sorella del militare, signora Rosa Ganci, detentrice della Medaglia, di un attestato di riconoscenza firmato dal comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale c.a. Leonardo Gallitelli in onore del giovane eroe siracusano, e del suo estremo sacrificio, nel segno dell’indissolubile legame tra l’Arma ed i suoi eroi e della continuità tra passato e presente nella gelosa custodia dei valori della memoria.

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