Floridia senza bilancio, il Consiglio preferisce bocciarlo anzichè modificarlo. Un nuovo no porterà all’autoscioglimento

Orazio Scalorino
Orazio Scalorino

FLORIDIA – Tempi duri per il sindaco di Floridia, Orazio Scalorino (PD), e per la sua amministrazione. Ieri il Consiglio comunale ha bocciato, con 5 astenuti e 3 voti contrari, il Bilancio di previsione per l’anno in corso.

Solo 6, su 13 consiglieri presenti in aula, i voti a favore dello strumento finanziario approntato dalla giunta. Sette, invece, i consiglieri assenti, volutamente o per pura coincidenza.

Adesso si dovrà attendere la nomina del commissario regionale che intimerà al Consiglio di provvedere nuovamente, entro 30 giorni, a ridiscutere e approvare il Bilancio. Se anche in questo caso lo strumento finanziario dovesse essere bocciato,  allora sarà il commissario a sostituirsi al Consiglio che verrà sciolto.

E stando alla nuova legge approvata dall’Ars, la 17 dell’agosto 2016, dalle prossime elezioni, quindi non è il caso di oggi a Floridia, lo scioglimento del Consiglio comporterà anche la decadenza del sindaco.

Dunque, il Consiglio comunale non ha voluto concedere neanche un piccolo spazio al sindaco che, come si sa, non gode di una maggioranza in aula, ingigantendo così le difficoltà di Scalorino, visto che senza Bilancio diventerà sempre più difficile poter dare risposte ai tanti problemi della città e dei cittadini.

Ad iniziare dal sostegno alle famiglie per il trasporto degli studenti pendolari, dal mancato avvio della refezione scolastica, e tanto altro ancora.

Difficoltà che si aggiungono a quelle che tutti i Comuni stanno vivendo a causa dei forti tagli e i mancati trasferimenti finanziari da parte della Regione e dello Stato, che di fatto li ha costretti ad approntare i Bilanci quasi alla fine dell’anno, facendoli diventare, più che di previsione, dei veri e propri consuntivi.

In poche parole, per un sindaco e per un’amministrazione diventa una scommessa riuscire a programmare e ad attivare interventi senza avere a disposizione un piano finanziario. E questo il sindaco Scalorino lo sa bene, prigioniero com’è della maggioranza di un Consiglio che ha “personalizzato” lo scontro oltre ogni limite, pur di ritornare al voto.

I consiglieri, dal canto loro, si giustificano col fatto che il Bilancio aveva il parere contrario dei revisori. Dimenticando però di dire che lo stesso Bilancio è l’unica prerogativa del Consiglio, che può benissimo modificare la proposta della giunta e consegnare al sindaco e all’esecutivo uno strumento finanziario disegnato a piacimento dei consiglieri, naturalmente, ci si augura, seguendo quelle che loro ritengono le priorità per la città.

Ma neanche questo è stato fatto, preferendo, è il caso di dirlo, lo scontro fine a se stesso, per regalare all’amministrazione un’ulteriore perdita di tempo, con quello che ne consegue in termini di impossibilità ad operare.

O forse chi sa, in alternativa, magari si è voluta scegliere la strada dell’autoscioglimento, qualora neanche i termini che imporrà il commissario regionale venissero rispettati.

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