Matteo Renzi e Gustavo Zagrebelsky ad un confronto da Enrico Mentana
Matteo Renzi e Gustavo Zagrebelsky ad un confronto da Enrico Mentana

Tutte le posizioni a sostegno del SI e del NO al referendum sono soltanto stupidaggini e minchiate.

Da questa specie di dibattito surreale scaturisce un’unica verità che si erge a regola assoluta e peculiare del nostro quotidiano e prescinde dal referendum.

La nostra più che una democrazia è un gioco (al massacro), un teatrino del potere, esattamente il gioco del SI e del NO.

Bene, anzi malissimo.

Su tutte le tematiche, se “uno è seduto” al potere è per il SI, mentre se mira alla seduta è per il NO. A questa regola non esistono eccezioni.

A quel punto è una continua ricerca dei motivi (stupidaggini e minchiate) per puntellare la posizione più vantaggiosa.

Da qui le bestiali incoerenze ed amnesie (mutamenti di opinione) che colpiscono politici, intellettuali, giornalisti e popolo sovranoSosteniamo le tesi che in un dato momento ci convengono e supportano la nostra posizione, poi, se dal SI passiamo al NO, o viceversa, sulla base del modello del gioco, siamo costretti dalle circostanze a cambiare idea e scatta la fase due: l’arrampicata sugli specchi per giustificare amnesie, incoerenze e mutamenti vari.

Non esiste nella nostra democrazia nessuna discussione sul merito dei problemi, non ci passa neppure per l’anticamera del cervello, tutta la nostra attenzione è rivolta alla “seduta”. Tutto l’interesse è concentrato sulle parole. Interminabili discussioni sul nulla che si protraggono per giorni sui media e nelle istituzioni. Alla politica non rimane il tempo materiale per dedicarsi ai problemi concreti, quelli veri.

Ecco, questa è una storia insensata, incapace di produrre risultati.

La politica è diventata soltanto un duello per il potere, sia a livello centrale che nelle amministrazioni periferiche, e si traduce, inevitabilmente, in uno scontro futile tra maggioranza ed opposizioni, dove l’attenzione e tutte le energie sono utilizzate nella ricerca della poltrona.

Il termine opposizione nel vocabolario della politica ha assunto il significato di distruzione.

Ancor prima che un governo, di qualsiasi maggioranza, esterni le sue proposte si impone un giudizio negativo secco e perentorio delle opposizioni (il fatidico NO), evitando come regola di concentrarsi sui contenuti… successivamente si pensa con le stupidaggini e le minchiate a puntellare le posizioni.

Ma questa storia può finire.

Per iniziare la fine del gioco #bastaunsi.

Votare SI vuol dire schierarsi contro il gioco, il NO significa protrarre il gioco a quel peggio che non ha mai fine… assecondare la regola del potere.

E’ necessario cambiare le regole della politica, inventarci una politica nuova, diversa, ripensata che guarda ai contenuti, una politica tematica e non per partito preso (del SI e del NO), slegata dal potere.

Il Referendum costituzionale è un’immensa occasione che, forse, ci consente di scrivere una nuova Carta della Politica.

Il SI concede qualche piccola speranza, il NO ci lascia impantanati nella palude, nelle sabbie mobili … e il gioco  continua.

Il resto, scusate, sono soltanto minchiate.

 

 

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