Consiglio comunale di Siracusa, approvati solo i verbali delle sedute precedenti, poi come di rito manca il numero legale

SIRACUSA –  Con un solo punto approvato, i verbali di precedenti sedute, si è chiusa la sessione consiliare al Comune di Siracusa, iniziata giovedì.

Durante la discussione del secondo punto, la “Modifica all’art. 18, c.2 lettera B, del Regolamento degli Autoservizi pubblici non di linea taxi-ncc”, presentata ed illustrata dai proponenti, Stefania Salvo e Salvatore Castagnino, è infatti venuto a mancare, com’è ormai di rito da tempo al Vermexio, il numero legale.

Un ampio dibattito sul funzionamento delle Commissioni ha caratterizzato la prima parte della seduta. Sono intervenuti i consiglieri Gaetano Firenze, Enrico Lo Curzio, Alberto Palestro, Elio Di Lorenzo, Dario Tota, Salvatore Castagnino e Carmen Castelluccio, che hanno sottolineato una serie di disfunzioni che ne stanno limitando la piena funzionalità.

Da quelle prettamente operative, legate soprattutto all’assenza di personale amministrativo di supporto; a quelle di natura politica, con lo stallo derivante dalla mancata elezione dei presidenti in alcune di esse; alla rilanciata necessità di una nuova regolamentazione del loro funzionamento e della loro composizione.

Per superare tutte le problematiche segnalate ed assicurare quindi il ripristino del regolare funzionamento delle Commissioni, il presidente Santino Armaro ha comunicato per la prossima settimana l’avvio di un’ulteriore interlocuzione con l’Amministrazione, la “capigruppo”, i vertici della burocrazia dell’Ente.

In apertura di seduta il consigliere Dario Tota ha invitato il consesso ad esprimere solidarietà a padre Rosario Lo Bello; Salvo Sorbello ha portato all’attenzione del Consiglio la vicenda della richiesta, da parte degli uffici, agli anziani che usufruiscono dei servizi di assistenza domiciliare, di una compartecipazione economica «peraltro non prevista da alcun Regolamento comunale»; Salvatore Castagnino, infine, ha chiesto un minuto di silenzio per ricordare Giuseppe Scarso, l’anziano morto ieri l’altro dopo essere stato vittima due mesi fa della «violenza di alcuni balordi non ancora identificati».

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