Canicattini, un presepe di Sergio Carpinteri ricorda e riporta il cuore ad Amatrice, la cittadina rasa al suolo dal terremoto

Sergio Carpinteri e il suo presepe

CANICATTINI – Un presepe, come nella migliore tradizione del Santo Natale, realizzato dall’artista canicattinese Sergio Carpinteri a Palazzo Messina – Carpinteri, sede della Biblioteca comunale in via XX Settembre, con sagome e fondali dipinti, ha riportato la città di Canicattini Bagni al dramma e al dolore di Amatrice, la piccola cittadina montana laziale in provincia di Rieti, al centro  di quattro regioni, Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, che la notte del 24 agosto scorso, una scossa di terremoto di magnitudo 6.0 della scala Richter, alle 3:36, ha praticamente raso al suolo.

Amatrice, in quel dramma, ha pagato il prezzo più alto, in vite umane, ben 235 morti sui quasi 300 che quelle scosse hanno causato alle piccole comunità del centro Italia, e per quanto riguarda i danni, non essendo rimasto un solo edificio in piedi.

In pochi secondi una intera cittadina, ed il suo tessuto urbano, storico e architettonico, con la sua torre civica del  XIII secolo, le torri campanarie della Chiesa di Sant’Agostino, con il suo portale tardo gotico, gli affreschi (L’Annunciazione e la Madonna con Bambino e Angeli), quelli della Chiesa di Sant’Emidio del ‘400, sono stati cancellati.

Carpinteri, da artista sensibile qual è, nel suo dipinto, dai colori forti, ricostruisce Amatrice e il suo straordinario territorio nel Parco nazionale del Gran Sasso e i Monti della Laga, così com’era, per affidarla alla memoria, che non dovrà mai essere cancellata, e nello stesso tempo, con un altro punto di vista, quasi aereo, ci mostra la città distrutta.

Uno scenario nel quale l’artista vuol rappresentare non tanto la paura del sisma o la devastazione, ma la paura del cuore, la mancanza degli affetti, la ripartita al cielo rubata al momento di una notte che non ti aspetti.

Al centro tra le macerie ci sono i Santi cari a quei luoghi: la Madonna della Filetta; in ginocchio la pastorella Chiarina Valente vicino ad un cespuglio; mentre un Angelo porge a San Giuseppe il famoso medaglione.

In giro tra le sagome di case diroccate la figura del cavaliere San Martino che generosamente offre il suo mantello agli abitanti come protezione. Ai piedi un povero accompagnato da due cani.

Nel cielo del presepe, stelle nere e verdi, mentre gli angeli trasportano “anime-bambine”, contornati da quasi trecento cuori con i nomi delle vittime di quel tremendo terremoto.

Un’Amatrice, così come l’artista l’ha sognata.

Amatrice, tra l’altro, è legata a Canicattini Bagni (e l’inserimento della Chiesa Madre canicattinese nella raffigurazione rafforza questo legame). Nella cittadina laziale, infatti, in quella notte di morte, venne estratto vivo, seppur ferito, dalla macerie del forno dove lavorava da qualche anno, il giovane fornaio canicattinese Tony Di Giacomo di 28 anni, ferito ad un piede, che qualche anno prima per lavoro si era trasferito li con la moglie Stefania e i figli Giovani, 7 anni, e Diletta, di appena 20 mesi, che fortunatamente in quel periodo di vacanze estive si trovavano con i parenti a Canicattini Bagni.

Ad inaugurare il presepe, alla vigilia di Natale, al piano terra di Palazzo Messina-Carpinteri,  c’erano il sindaco Paolo Amenta, l’assessore allo Spettacolo, Marilena Miceli, e tutta l’amministrazione comunale, per fare sentire, ancora una volta, la loro vicinanza e quella di Canicattini Bagni, per una “nuova rinascita”, ai cittadini e al primo cittadino di Amatrice, Sergio Pirozzi, invitato per l’occasione, ma comprensibilmente non presente, in quanto  occupato nel suo territorio nella fase di ricostruzione.

“Cuore Napoletano”

Le iniziative di Sergio Carpinteri, per questo Natale 2016, si arricchiscono anche di  un altro presepe nella Biblioteca comunale, realizzato in chiave moderna: una stella cometa trasparente in cellophane ospita la scena del natale, con alla base un ventaglio argento che adorna la scena.

E poi ancora, “Cuore Napoletano”, in via Regina Elena 67, il presepe dedicato a don Pasqualino Silvestre, “U Napulitanu”, con altresì la simulazione dello scaffale con i cartelli originali e gli oggetti del Natale, che vendeva nel suo emporio, in particolare  una larga varietà di pastorelli in terracotta e cartapesta.

I canicattinesi, già alla fine degli anni ’50 e sino al 2000, hanno acquistato da lui le cose più belle per il Natale: dai pastori ai meccanismi per la mobilità del Presepe, contribuendo così a far nascere in città l’amore per la rappresentazione della natività.

Parlando ancora di presepi di Carpinteri, da segnalare in Chiesa Madre quello in tre rappresentazioni: la scena sull’Annunciazione e il cammino verso la capanna della natività, sugli altari della navata destra.

Sergio Carpinteri, infine, espone le sue opere pittoriche sugli anni ’50 a Roma, dal 19 al 31 dicembre, nella Galleria d’Arte Vaticana a Roma.

 

 

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