Siracusa, richiesta intervento delle Commissioni antimafia da parte del Consiglio, ma come sempre manca il numero legale

SIRACUSA – Sciolta la seduta del Consiglio comunale di Siracusa, iniziata ieri mattina e proseguita oggi in seconda convocazione.

Durante la trattazione del primo punto, “Richiesta di intervento delle Commissioni parlamentari di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia presso l’Assemblea regionale Siciliana e presso le Camere del Parlamento nazionale”, è infatti venuto a mancare il numero legale.

L’adunanza si è tenuta a porte chiuse perché segretata a norma dell’art. 6 del Regolamento consiliare.

Dunque, prosegue la campagna delle “accuse” e dei “misteri” all’interno del Vermexio, dopo le numerose inchieste aperte dalla Procura, che hanno fatto di  Siracusa il Comune più inquisito d’Italia, e che vedono indagati consiglieri, funzionari del Comune e rappresentanti di associazioni e imprese, in merito alla gestione di alcuni servizi, come gli asili nido, gli impianti sportivi e le politiche sociali.

Ma soprattutto, si evidenzia ancora di più lo scontro in atto all’interno del partito di maggioranza, il Pd, tra una sua consigliera, Simona Princiotta, ritenuta la “grande accusatrice”, e il sindaco dello stesso partito, Giancarlo Garozzo e la sua amministrazione, entrambi già ascoltati dalle due Commissioni antimafia, regionale e nazionale, delle quali si chiede adesso, da parte di alcuni consiglieri, l’intervento a Siracusa, per “presunte infiltrazioni della criminalità organizzata”.

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