Omicidio Scarso, questione di giorni per riportare a Siracusa dall’America, dov’è fuggito, il 19enne complice di Tranchina

“Don Pippo” (Giuseppe Scarso)

SIRACUSA – Dovrebbe essere ormai questione di giorni l’arresto del secondo giovane responsabile della morte dell’anziano 80enne Giuseppe Scarso, “Don Pippo”, come veniva chiamato nel quartiere Grottasanta di Siracusa, dato alle fiamme la notte tra l’1 e il 2 ottobre scorso nella sua abitazione di via Servi di Maria.

Don Pippo, come si ricorderà, dopo oltre due mesi di ricovero al Cannizzaro di Catania, è deceduto qualche settimana addietro. Da quel momento per la Procura e la Squadra Mobile di Siracusa, è scattata una accelerazione nelle indagini, che li ha portati a stringere il cerchio, grazie agli elementi raccolti che facevano riferimento ad un gruppo di giovani balordi che da tempo avevano preso di mira l’anziano.

In particolare, l’attenzione si è focalizzata su tre giovani, tutti di “buona famiglia”, come si dice in questi casi, uno dei quali però, stando alle indagini, quella sera non aveva preso parte al raid, collaborando piuttosto con gli investigatori per mettere a fuoco nomi e volti degli autori di quell’atroce omicidio.

Il primo a finire in carcere è stato il 18enne Andrea Tranchina, il cui fermo è stato convalidato dal Gip, con lui la sera che hanno dato fuoco con del liquido infiammabile al corpo di Giuseppe Scarso, ci sarebbe stato un 19enne, Marco Gennaro, resosi però irreperibile e attivamente ricercato.

Il giovane sarebbe fuggito in America, ancora prima del’emissione dei provvedimenti da parte dei magistrati, e li contano di trovarlo gli investigatori, per cui sarebbe stata già preparata la rogatoria per le procedure di estradizione.

Dunque, questioni di giorni, per sentire anche la versione di quello che viene considerato complice e responsabile, con Tranchina, della morte di “Don Pippo”.

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