Concluso a Palermo il torneo “Sport è Integrazione” della Rete Sol.Co., tra i premiati gli Sprar di Floridia e Francofonte

Davide Faraone con i ragazzi siracusani

PALERMO –  Si è svolta lo scorso 30 dicembre a Palermo la seconda edizione del torneo di calcio a squadre “Sport È Integrazione”, appuntamento su immigrazione, integrazione, sport e accoglienza promosso dal Consorzio Sol.Co, Rete di cooperative sociali che da oltre vent’anni opera in Sicilia.

Una giornata intensa di sport alla quale hanno partecipato oltre 100 migranti ospitati in tutta la Sicilia dalle cooperative sociali  aderenti  alla Rete Sol.Co., tra queste anche la canicattinese Passwork, guidata da Sebastiano Scaglione, con le sue strutture di accoglienza (gli Sprar “Obioma” di Canicattini Bagni, per donne vittime di tratta, e di Floridia per ragazzi appena maggiorenni, e “Casa Aylan” per minori non accompagnati, oltre al Cpsa “Capocorso” per ragazze minori non accompagnate, vittime di tratta, gestito con le cooperative Iris e Il Sole).

Una partecipazione dei ragazzi di Passwork che è valsa un terzo posto alle spalle di un altro gruppo siracusano, lo Sprar di Francofonte

«Il nostro compitoha dichiarato Francesco Passantino, presidente della Rete Sol.Coé andare oltre l’accoglienza dei migranti e costruire percorsi veri d’inclusione. Con la giornata di oggi ricordiamo la necessità di abbattere ogni tipo di barriera razziale e culturale perché il fenomeno migratorio è un fatto stabile e la nostra società ha ormai tanti colori, come quelli delle maglie che i nostri “sportivi” hanno indossato in campo».

A premiare tutti i partecipanti al torneo, vinto dallo Sprar di Palermo, c’era il sottosegretario di Stato, Davide Faraone, fresco di nomina al Ministero della Salute.

«È stato un piacere per meha sottolineato Faraonepremiare i campioni del torneo tra gli ospiti degli Sprar siciliani, e non solo perché è sempre piacevole celebrare lo sport in modo sano, ma perché lo diventa ancora di più quando una competizione sportiva può essere occasione di inclusione, superamento di barriere culturali, modo di arginare un disagio sociale facendo “squadra” senza discriminazioni o esclusioni di qualsiasi tipo. Chi arriva nel nostro Paese dopo viaggi della speranza, chi è ospite degli Sprar e custodisce dentro di sé traumi e sogni, un passato da cui sfuggire e un futuro di speranze, grazie a iniziative meritorie come queste può avere l’occasione di sentirsi parte di un tutto. Può sentirsi persona, senza etichette derivanti dalla provenienza geografica o dal colore della pelle, così come dovrebbe essere naturalmente. Ben vengano eventi come quello organizzato dalla Rete Solco – ha concluso Davide Faraone -. Dimostrano che l’inclusione è affare semplice, basta avere la mente libera da muri ideologici e voglia di tendere la mano agli altri per procedere insieme».

E quest’anno, le prime quattro squadre classificate sono state, nell’ordine: Sprar Palermo, Sprar Francofonte, Sprar Catania e Sprar Floridia.

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