Espulso dal prefetto di Siracusa per motivi di sicurezza un 46enne tunisino di Pachino ritenuto vicino a gruppo jihadista

SIRACUSA – Aumentano i controlli nel siracusano, così come in tutto il Paese, dopo i recenti attentati terroristici e l’uccisione, lo scorso 23 dicembre,  a Sesto San Giovanni, durante un conflitto al fuoco, da parte del giovane agente canicattinese Luca Scatà,  del terrorista 24enne tunisino Anis Amri, autore della strage di Berlino, che durante un controllo aveva aperto il fuoco, ferendolo ad una spalla, nei confronti dell’altro agente di pattuglia, Christian Movio.

Secondo gli investigatori Anis Amri era diretto al sud, si pensa in Sicilia, dove avrebbe mantenuto rapporti e vantato conoscenze dal momento del suo arrivo da clandestino sulle coste isolane.

A conclusione di una lunga attività investigativa, nella mattinata di ieri, infatti, agenti della Digos e dell’Ufficio Immigrazione di Siracusa, hanno eseguito l’accompagnamento coatto  presso il C.I.E. di Caltanissetta, di un 46enne tunisino, Jilani Ben Mahmoud, domiciliato a Pachino, e finalizzato alla successiva espulsione dal territorio nazionale per motivi di sicurezza nazionale.

Jilani Ben Mahmoud, non in regola con le norme sul soggiorno in Italia, è risultato far parte di un sodalizio presente nella città di Pachino, ispirato al radicalismo islamico, che investigatori e inquirenti ritengono di fondata pericolosità sotto l’aspetto dell’ordine e della sicurezza pubblica.

L’uomo, già dal dicembre dello scorso anno, era stato segnalato dai servizi d’intelligence in ambito di cooperazione internazionale, in quanto  alcuni componenti del gruppo, erano in contatto con un minorenne francese di origine italiana, quest’ultimo già noto alle autorità d’oltralpe è risultato molto attivo in forum di discussione jihadista e chiaramente intenzionato a raggiungere il teatro siro-iracheno.

Il tunisino per cui è scattato il provvedimento d’espulsione, inoltre, era stato attenzionato anche dal Dipartimento Amministrazione Penitenziaria,  perchè durante il periodo di espiazione di un residuo di pena detentiva, per la violazione  delle norme sul soggiorno in Italia, aveva assunto all’interno della struttura detentiva  una rilevante posizione di leadership tra i detenuti di fede islamica.

Il prefetto di Siracusa, Armando Gradone, vagliati tutti gli elementi forniti dalla Digos, ha pertanto emesso il suo provvedimento di espulsione dal territorio nazionale.

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