Futuro dell’Ias, si di Munafò (Uil) alla proposta Vinciullo di cedere quote alla Regione: “Pensare a salvare i lavoratori”

Nel riquadro Stefano Munafò

SIRACUSA – Si arricchisce il dibattito aperto dal deputato regionale siracusano, Vincenzo Vinciullo, attuale presidente della Commissione Bilancio dell’Ars, in merito al futuro dell’Ias, la società consortile che gestisce l’impianto di depurazione nella zona industriale.

Vinciullo, come si ricorderà (leggi) proponeva un passaggio di quote azionarie, oltre all’80% alla Regione, che al momento ne detiene il 65%, in modo da permetterle di poter utilizzare la società per la gestione dei propri impianti.

Su questo tema interviene anche il segretario provinciale della Uil, Stefano Munafò, sottolineando due punti: il futuro della società e la  salvaguardia dei lavoratori, ma anche importanti opere di bonifica del territorio.

«Un appello, quello di Vinciullo, che sento di condividere – ha detto Munafò – perché quando parliamo di salvaguardare l’Ias significa salvaguardare i posti di lavoro, offrire un servizio importante al territorio e risolvere tanti problemi legati al consorzio».

Secondo la proposta di Vinciullo, l’Ias, che deve oltre 2 milioni e 800 mila euro alla Regione, in questo modo potrebbe ripianare il debito.

«Oltre alla Regione – continua il segretario generale della Uil – anche il Comune di Augusta dovrebbe essere interessato all’acquisizione di qualche quota, così come Melilli e Priolo che sono già coinvolte. Si salvaguarderebbe così l’azione di depurazione e bonifica di un territorio che comprende Siracusa, Priolo, Melilli e Augusta appunto. Ci sono sempre interessi politici dietro e non si guarda al bene del territorio e dunque ai lavoratori».

La Uil, tra l’altro, proprio pochi giorni addietro, in un convegno interregionale della Feneal tenuto a Pozzallo, ha parlato di infrastrutture a 360 gradi.

«Che non sono necessariamente le strade e i vari collegamenti carenti nel nostro territorio – conclude Munafò – perché abbiamo parlato di infrastrutture pochi giorni fa con riferimento anche a tante opere incompiute o migliorabili. E l’Ias è esattamente una di quelle e la cui infrastruttura appunto deve essere in condizione di garantire servizi e dunque lavoro».

 

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