Autorità Portuale, Crocetta “smentito” dal ministro Delrio che pubblica la richiesta della Regione per la nomina di Catania

Crocetta, al centro il documento della Regione, e il ministro Delrio

AUGUSTA – Peggio di così non poteva andare, con un governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, “smentito” da un ministro della Repubblica, quello delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, entrambi dello stesso partito, il Pd, che ha la responsabilità di guidare il Paese e l’isola dei “gattopardi”.

Sulla vicenda dello “scippo” della sede dell’Autorità Portuale, trasferita per i prossimi due anni, con un decreto a firma di Delrio da Agusta, dove dovrebbe essere per legge, essendo il porto megarese “porto Core”, a Catania, si è detto tutto e nulla.

Con il gioco dello “scaricabarile”  la Regione, e per essa il suo massimo rappresentante il presidente Crocetta, che sulla segnalazione per la nomina ha l’ultima parola, in questi giorni di “lacrime di coccodrillo” versate da più parti per come sia potuto accadere che si andasse oltre la legge e le direttive europee, stracciandosi le vesti, ha negato ogni suo coinvolgimento e responsabilità sulle scelte fatte da Delrio.

Persino, qualche giorno addietro, in una telefonata ad una emittente radiofonica, il governatore dell’isola delle banane, dove tutto può succedere senza che nessuno se ne accorga, parlamentari compresi, ha gridato la sua rabbia per l’insano gesto del ministro, dichiarando la sua disponibilità a ricorrere contro tale provvedimento.

E allora, tutti addosso al ministro Delrio che però, oggi, evidentemente stanco di portare da solo questo fardello, ha fatto diffondere dal suo ufficio stampa un comunicato con il quale, accendendo la luce su quello che appariva sempre più un buco nero (uno dei tanti in Sicilia …), si dichiara che la scelta di Catania rispetto ad Augusta, è stata chiesta, il 12 settembre scorso, protocollo n. 15404, com’è nella sua prerogativa, revocando una precedente ndicazione, proprio dalla Regione Sicilia, con un documento di sei pagine su carta intestata del “presidente”, e con tanto di firma di Crocetta, che evidentemente l’avrà rimosso dai suoi ricordi.

Non solo, ma per essere più credibile, Delrio, fa pubblicare sul sito del Ministero il documento a lui intestato, inviatogli da Crocetta (leggi il documento).

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha firmato nei giorni scorsi il decreto che istituisce a Catania, per un periodo di due anni, la sede dell’Autorità di sistema portuale del Mar di Sicilia Orientale, rispetto alla originale previsione di Augusta. La scelta su Catania è stata compiuta in seguito alla richiesta della Regione Siciliana, cui è stata data risposta positiva, specificando che si tratta di sede transitoria per un periodo di non più di due anni”.

Ecco cosa scrive l’ufficio stampa del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti rendendo pubblica la richiesta, nella quale, il buon governatore, contrariamente a leggi e normative, nell’illustrare con dovizia di particolari e lodare le caratteristiche tecniche e logistiche del porto di Catania, alla fine ne chiede la nomina ad Autorità Portuale per la Sicilia orientale, per 36 mesi (Delrio ne ha concessi solo 24), al posto di Augusta.

A leggere il documento, il “governatore di tutti”, come lo stesso ha dichiarato in questi giorni scrollandosi di dosso ogni responsabilità del danno economico e di sviluppo causato alla città che già più di tutti sopporta la dolente croce dell’inquinamento industriale e delle malformazioni, evidenzia come sarebbe dovuta ricadere su Catania e non su Augusta, la scelta di “porto Core”. Per cui, a suo dire, avendone la città metropolitana etnea tutte le caratteristiche, l’indicazione della Regione va alla città di Enzo Bianco, anch’egli autorevole esponente del Pd.

Dunque, Crocetta “sbugiardato” e difficilmente ormai credibile agli occhi degli augustani, e più in generali dei cittadini della provincia di Siracusa, privati, per i soliti “giochetti politici”, di uno strumento di sviluppo e di crescita economica importante.

Adesso tutti gli occhi sono puntati sulla politica, sulla sua rappresentanza parlamentare, sia regionale così come nazionale, ed in particolare sul partito di governo, il Pd, per conoscere, alla luce di questi nuovi fatti tirati fuori dal cilindro dal ministro Delrio, quali azioni intendono intraprendere per difendere un diritto del territorio “scippato” senza che nessuno se ne fosse accorto, impegnati come si è nelle mille “guerre inutili di bottega”, che fatto perdere di vista i grandi obiettivi.

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