Autorità Portuale scippata ad Augusta, tutti contro Crocetta ma nessuna azione politica contro il governatore

L’on. Sofia Amoddio

AUGUSTA – Adesso che il re è nudo, nella vicenda dello spostamento della sede dell’Autorità Portuale da Augusta a Catania, nonostante il porto megarese ne avesse tutti i requisiti previsti dalla legge e dalle normative europee, in quanto “porto Core”, l’ago magnetico delle accuse e delle responsabilità, salvando tutti, viene puntato sul presidente della Regione, Rosario Crocetta.

Il governatore, che in un primo tempo non ha esitato ad accusare il Ministero della scelta fatta, al contrario, così com’era sua prerogativa (ma baipassando la legge), revocando un parere precedente, con il documento datato 12 settembre 2016, che oggi il ministro Graziano Delrio, per scrollarsi di dosso ogni responsabilità ha deciso di rendere pubblico e che noi abbiamo pubblicato (leggi), ha chiesto al ministro e suo compagno di partito nel Pd, d nominare Catania.

Tra quelli il cui ago della bussola punta in direzione del governatore, ripercorrendo la storia di un documento che oggi è di dominio pubblico, c’è anche il deputato siracusano del Pd, Sofia Amoddio, che delle sorti del porto di Augusta si era occupata nei mesi passati.

«Nel lavoro, nella vita e nella attività parlamentare scelgo la schiettezza e la verità anche se qualcuno pensa che non paghi afferma l’on Amoddio -. Per questo motivo, in merito allo spostamento dell’Autorità di Sistema Portuale del mare Mediterraneo orientale da Augusta, porto Core che soddisfa i parametri ministeriali e il dettato europeo, a Catania, confermo quanto dichiarato in precedenza. La responsabilità di questo spostamento è da attribuire al presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta…».

Amoddio, ripercorre poi i vari passaggi del documento della Regione, così come lo conosciamo, ma non si spinge oltre, scagionando i parlamentari (un po’ distratti, ma non lo dice), e il ministro che a suo dire “si è mosso sempre in termini di legge”.

«Non entro nelle polemiche di questi giorniaggiunge Sofia Amoddiofomentate in maniera puerile e populista da tanti politici, ex politici o ex assessori nostrani e culminate con il goffo tentativo del presidente Crocetta di dimostrarsi estraneo alle sue stesse responsabilità. Credo fermamente che i cittadini abbiano il diritto di conoscere la verità che in questa vicenda sono abbastanza chiare. La delusione per l’esclusione di Augusta per i primi due anni è cocente – conclude la parlamentare siracusana – ma non può essere attribuita esclusivamente ai deputati del Pd oppure al ministro che si è mosso sempre in termini di legge».

Come si vede, nessuna presa di posizione politica sulla “bugia” e sul grave atto ai danni di Augusta e della provincia di Siracusa messo in atto dal governatore, che il partito dell’on Amoddio sostiene all’Ars, neanche una mozione, seppur tutti consapevoli che in questa vicenda è palese la violazione della legge.

Come si dice, le campagne elettorali incombono.

 

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