Mobilitazione generale ieri ad Augusta a difesa dell’Autorità Portuale “scippata” da Roma su richiesta di Crocetta

I sindaci in testa al corteo di ieri ad Augusta a difesa del porto

AUGUSTA –  In migliaia ieri pomeriggio hanno risposto all’appello lanciato dalle forze sindacali siracusane, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, e insieme a loro dall’amministrazione comunale di Augusta, con il testa la sua sindaca Cettina Di Pietro, per una prima mobilitazione generale, delle forze produttive, delle istituzioni, dei cittadini, per ribadire la forte contrarietà alla decisione del governo nazionale, che con un provvedimento del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, su richiesta del governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, entrambi Pd, ha trasferito da Augusta a Catania la sede dell’Autorità Portuale per la Sicilia orientale per i prossimi due anni.

Una mobilitazione che ha visto insieme al sindacato anche molti sindaci della provincia, da quelli dei Comuni dell’area industriale, al vice presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni, a Giancarlo Garozzo primo cittadino di Siracusa, Carlo Scibetta di Palazzolo, Salvatore Palermo di Francofonte, ed altri ancora, insieme ad amministratori, consiglieri comunali, e forze imprenditoriali, da Assoporto a Confindustria alla Cna.

Il sindacato promotore della mobilitazione

E poi gli studenti, la Chiesa, la società civile megarese, e tanti cittadini, insieme, in corteo dalla Porta Spagnola sino in Piazza Duomo dove ha parlato la sindaca Cettina Di Pietro per sottolineare come la mobilitazione non ha avuto colore politico, ma un’unica parola d’ordine: “Evitare lo scippo della Port Authority che spetta per legge e in base alle normative europee ad Augusta in quanto porto Core”.

Uno scippo, quello perpetrato dalla politica romana e palermitana, come sostenuto da tutti i soggetti aderenti alla manifestazione di ieri, che non farebbe altro che impoverire la crescita economia non solo di uno dei porti più importanti del Mediterraneo, ma dell’intera provincia aretusea che proprio sul porto ha messo un punto fermo delle strategie di sviluppo che si è dato in questi anni, in termini industriali, agroalimentari e turistici.

Ed ieri ad Augusta, quella politica a volte distratta da non accorgersi dei provvedimenti “imprevisti” come quello che riguarda il porto megarese, buono per essere scelto quale approdo e accoglienza di migliaia di migranti ma non per gestire il sistema portuale del sud est siciliano, non è voluta mancare, ad iniziare dalla forza politica chiamata in causa in questa vicenda, il Pd, partito di governo nazionale e regionale, presente in massa con i suoi dirigenti e parlamentari, fortemente critici sulla scelta dei loro compagni di partito Delrio e Crocetta.

L’intervento della sindaca Di Pietro

Con loro tutte le altre forze politiche con i parlamentari regionali e nazionali, se presenti nelle istituzioni, i gruppi e i movimenti del territorio.

Una prova generale, dunque, quella di ieri pomeriggio, come l’ha ritenuta la sindaca Di Pietro, per chiedere la modifica del provvedimento e la restituzione ad Augusta di quanto le spetta.

Se ciò non dovesse accadere, è stata voce unanime, dal sindacato, all’imprenditoria, alla politica ai rappresentanti istituzionali di tutta la provincia, la mobilitazione sarà ancora più ampia, e non si escludono iniziative che potrebbero avere ripercussioni a livello nazionale, come il blocco delle attività della zona industriale.

 

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