Si suicida in carcere il giovane 26enne rosolinese arrestato martedì per aver violentato e tentato di uccidere una donna

SIRACUSA – Si è suicidato nel carcere di Cavadonna, dove si trovava richiuso da martedì scorso dopo l’arresto per il tentato omicidio di una donna che poco prima aveva violentato e rapinato, il giovane 26enne rosolinese Pietro Nolasco.

Si sconoscono i motivi dell’insano gesto su cui indaga la magistratura che ha già disposto l’autopsia per stabilire le cause della morte.

Il giovane era balzato alla cronaca per l’arresto da parte dei Carabinieri di Rosolini, allarmati dalla richiesta d’intervento fatta tramite il 112 di una donna che piangendo asseriva di essere stata aggredita da un uomo, identificato proprio per Pietro Nolasco, rintracciato poco dopo mentre faceva rientro a casa.

Il giovane, secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, avrebbe convinto la sua vittima  a recarsi con lui in una zona di campagna per mostrarle un qualcosa non meglio specificato. Qui, avuta contezza che la zona fosse al riparo da occhi indiscreti, avrebbe iniziato a minacciarla di morte, costringendola a consumare un rapporto sessuale e, nel contempo, a colpirla al volto ed al corpo con pugni e calci, strappandole dal collo due collanine in oro e tentando di strangolarla.

La donna, sempre secondo la ricostruzione, mentre Nolasco, dopo averla obbligata a risalire in macchina, faceva manovra per spostarsi in un altro luogo, approfittando della situazione, si gettava fuori dalla macchina e si dava alla fuga, richiedendo l’intervento dei Carabinieri che hanno poi rintracciato e bloccato l’aggressore.

Nolasco, tra l’altro, si trovava già ai domiciliari,  per aver aggredito, nel dicembre scorso, il titolare di un bar lungo la statale 115.

 

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