L’ex Provincia di Siracusa senza fondi per gli stipendi e il commissario incontra i sindacali di Siracusa Risorse

Giovanni Arnone

SIRACUSA – Il tempo scorre e le ex Province siciliane, oggi Liberi Consorzi, continuano a raschiare il fondo del barile e, come nel caso di Siracusa, a non pagare da mesi gli stipendi ai dipendenti, ormai in agitazione permanente, e ai lavoratori della società partecipata “Siracusa Risorse”.

Prive di trasferimenti finanziari da parte dello Stato e, soprattutto, della Regione che non riesce a reperire i fondi necessari per dare continuità a questi Enti intermedi che, tra le altre cose, non riescono più a garantire i servizi di competenza: dal trasporto disabili, alle manutenzioni viarie e agli edifici scolastici superiori.

Enti al collasso, in Sicilia da anni commissariati, dopo la fallita “rivoluzione” crocettiana che ne decretò la scomparsa, e ripristinati, anche se con il nome di Libero Consorzio, dal referendum dello scorso 4 dicembre, per cui tra qualche mese dovranno essere eletti gli organismi di guida, composti solo da sindaci e consiglieri, con elezioni di secondo livello già slittate rispetto alle date precedentemente fissate.

I sindaci, per quanto li riguarda, da tempo, attraverso l’Anci, manifestano l’intenzione di non assumersi la responsabilità di governare un ente al default.

Intanto a Siracusa, il commissario straordinario Giovanni Arnone, ha incontrato i rappresentanti sindacali di “Siracusa Risorse” che chiedevano notizie sui pagamenti degli stipendi.

Arnone ha puntualizzato che il governo nazionale metterà a disposizione circa settanta milioni di euro per le nove Province siciliane, nell’ambito di un riequilibrio rispetto al prelievo forzoso al quale gli stessi Enti vengono sottoposti. Cinquanta milioni di euro, invece, arriveranno dalla Regione, dopo l’approvazione della finanziaria, che però tarda ancora.

Non solo, ma secondo il commissario del Libero Consorzio di Siracusa, sarebbero stati superati i vecchi criteri di ripartizione dei fondi, e questo dovrebbe favorire gli Enti, come Siracusa, più disagiati.

Tra i tanti problemi evidenziati da Arnone ai rappresentanti sindacali di “Siracusa Risorse”, c’è anche quello del servizio di tesoreria che, stando alle notizie fornite dal commissario, nessun istituto bancario vorrebbe ricoprire, essendo andate deserte le due gare bandite.

«Altro problema la tesoreria che è in regime di proroga fino al 31 marzoha sottolineato Arnone –. Abbiamo bandito due gare, ma sono andate deserte. Probabilmente dovremo operare in regime di proroga per altri tre mesi. Nel frattempo abbiamo preso contatto con Unicredit, stiamo discutendo, vedremo quali condizioni sarebbero disposti a soddisfare. In ogni caso l’eventuale impegno non potrà essere di pochi mesi ma di qualche anno, anche per operare con delle anticipazioni. Un altro problema sul tappeto – ha aggiunto il commissario straordinario – quello concernente il nuovo statuto della società partecipata. Abbiamo sottoscritto l’atto notarile, lo manderanno a breve registrato e in quel momento nominerò un nuovo unico amministratore. Naturalmente per siglare il nuovo contratto servirà che arrivino le risorse».

I sindacati, a quanto pare, sarebbero rimasti soddisfatti dallo scenario descritto dal commissario Giovanni Arnone, chiedendo però di verificare se “Siracusa Risorse” è in grado di fare delle anticipazioni sugli emolumenti.

 

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