Siracusa, la consigliera Princiotta lascia “rumorosamente” il PD e aderisce a Democratici e Progressisti dov’è l’on Zappulla

Simona Princiotta

SIRACUSA – Appena qualche settimana addietro l’on Pippo Zappulla, annunciando di lasciare il Pd per aderire alla nuova formazione politica guidata da Roberto Speranza e Luigi Bersani, il Movimento Democratici e Progressisti, a chi gli chiedeva se la consigliera comunale di Siracusa, Simona Princiotta, con la qualche in quest’ultimi anni ha fatto coppia politica, in particolare nel denunciare, a loro dire, gli “errori e le malefatte” dell’amministrazione del sindaco renziano Giancarlo Garozzo, rispondeva che l’avrebbe attesa “a braccia aperte”.

Zappulla non ha dovuto aspettare molto nel ricomporre “la coppia politica”, visto che questa mattina la consigliera Princiotta, già assessore anni addietro in una giunta di centrodestra, protagonista di decine di denunce in Procura, e nello stesso tempo anche vittima a sua volta di denunce ed anche di minacce (le sono state bruciate le auto), ha deciso, al solito suo “rumorosamente”, di lasciare il Pd e di aderire al Movimento “Democratici e Progressisti”.

Non prima però, com’è nelle caratteristiche della stessa consigliera, e come ci ha abituati in questi anni, aver criticato, apostrofato, e posto nel tritacarne il “renzismo” ed i renziani della città, in particolare l’esponente più in vista, il sindaco Giancarlo Garozzo, senza dimenticare la sua attività amministrativa, le tante denunce presentate, le inchieste aperte dalla magistratura, lasciando intendere, in una città già segnata da “veleni” all’interno del Palazzaccio, di qualche “amicizia” di troppo tra l’inquilino del Vermexio e qualche inquilino del Palazzo di Giustizia. Cosa che Garozzo ha immediatamente smentito, rilanciando a sua volta (leggi).

Naturalmente, lasciando il Pd, la Princiotta non ha risparmiato il suo ex partito, quello che più di una volta avrebbe voluto metterla alla porta, come ha fatto a suo tempo il gruppo consiliare, a seguito proprio degli attacchi della stessa all’amministrazione comunale a guida Partito Democratico.

Dunque, con la passione e l’impeto che la caratterizzano, Simona Princiotta, nella conferenza stampa di questa mattina, non le ha mandate a dire ma molte cose le ha dette. Altre molto velate, altre ancora solo accennate, ma comunque pur sempre “rumorose”, annunciando, tra l’altro di essere candidata, a cosa non ha detto, ma di esserlo per restare nell’agone politico della città.

Sì, lascio il Pd – afferma Simona Princiotta -. Non lascio il partito che conoscevo o credevo di conoscere, lascio un Pd distrutto dal renzismo e dalle sue ricadute provinciali.[…]

Un partito gestito da sempre dai soliti noti, che utilizza un linguaggio incomprensibile ai cittadini, dirigenti che oramai vivono una dimensione drogata lontana dalla realtà, un partito chiuso e piegato su se stesso, incapace di aggregare nuove risorse.[…]

E questo sindaco che inveisce contro le colpe delle passate amministrazioni ma che ha fatto suo tutto il patrimonio politico-amministrativo delle amministrazioni di centrodestra. Ha più assessori di Forza Italia e di centro destra questa Amministrazione che le precedenti.

Cosi come inveisce, per dare sfogo alle sue paure (concrete), contro la magistratura, cercando con il solito metodo vigliacco di screditare alcuni magistrati per farne brillare altri.[…]

Invece di attaccare magistrati che non hanno mai lavorato sulle mie denunce perché non parla di qualche magistrato amico suo, perché non ci spiega come mai tutte le denunce contro di me finivano sempre nelle stesse mani, e come mai venivo puntualmente rinviata a giudizio.[…]

La politica non si fa in tribunale, ma gli illeciti oggi si chiamano “atti politici”.[…]

Lascio come dicevo, e aderisco ad un progetto, ad un movimento: “Democratici e Progressisti”, ma non aderisco da sola, porto con me quel pezzo di società civile, e di siracusani, che in questi difficili anni mi hanno sostenuta e incoraggiata.[…]

Voglio tranquillizzare la schiera di curiosi. Io sono candidata a rappresentare la città e i suoi cittadini. Sono candidata per far si che la voce della gente si levi alta nelle stanze del potere. Si sono candidata! Non ho ancora deciso a cosa ma sarò candidata. E non mi metterò in gioco solo per partecipare, mi metterò in gioco per vincere, perché se vinco io vincono i cittadini!

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