La Marina Militare di Augusta nell’inchiesta “Mafia Capitale”, tre i militari arrestati per falsi rifornimento di carburante

victory1Augusta – Dunque l’inchiesta romana su “Mafia Capitale” tocca  la provincia di Siracusa e tocca da vicino la Marina Militare. Sono infatti tre, un ufficiale e due sottufficiali, tutti operanti nel deposito carburanti della Marina Militare ad Augusta, i militari finiti in manette nell’ambito dell’inchiesta, per una serie di truffe relative a falsi rifornimenti di carburante su una nave cisterna fantasma, la “Victory I”,  naufragata nel 2013 nell’Oceano Atlatico,  ma che facevano risultare facesse rifornimento nel porto megarese.

Una truffa, con la complicità dei militari coinvolti,  che ha fruttato oltre 7 milioni di euro, tanto quanto il danno subito dalle casse dell’Erario, con forniture “fantasma” di oltre 11 milioni di litri di gasolio per la navigazione.  Nel corso dell’operazione “Ghost ship” del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, che vede coinvolto  Massimo Perazza, detto “Massimo il romanista”, già presente nell’operazione “Mondo di mezzo”, svolta unitamente ai Ros dell’Arma dei Carabinieri, sono sei le ordinanze di custodia cautelare in carcere disposte dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, di cui tre, come si è detto,  nei confronti di ufficiali e sottufficiali della Marina Militare.

Mario Leto e Sebastiano Distefano, il primo capitano di Corvetta della Marina Militare, capo deposito della direzione di commissariato Militare Marittimo di Augusta, ed il secondo, 1° maresciallo della stessa Marina Militare, capo reparto combustibili della medesima direzione, erano i punti di contatto nel porto di Augusta, e con la pubblica amministrazione militare. Gli stessi, per i quali è stata disposta la custodia cautelare in carcere, predisponevano tutta la falsa documentazione necessaria alla realizzazione delle fittizie forniture.

Non solo, ma poteva contare anche sull’attiva collaborazione di altri appartenenti alla Marina Militare, i marescialli Salvatore De Pasquale e Salvatore Mazzano, quest’ultimo destinatario di custodia cautelare in carcere, che, a vario titolo, attestavano falsamente l’avvenuta consegna del carburante ovvero la sua certificazione, nonché del tecnico chimico Francesco Ippedico, che invece attestava la qualità e le caratteristiche del prodotto mai consegnato.

Secondo quanto accertato,  il carburante veniva fornito documentalmente dalla ditta danese O.W. Supply A/S, riconducibile a Lars P. Bohn, destinatario di ordinanza di custodia cautelare, titolare di un appalto con l’amministrazione della Difesa, che si avvaleva della collaborazione di due società italiane quali brokers.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *