L’incontro del presidente Sergio Mattarella con i familiari delle vittime innocenti delle mafie

LOCRI – “Tutto sbirri con don Luigi Ciotti!”. Questa la risposta della società civile, dei giovani, dei calabresi, alle scritte ingiuriose apparse ieri sui muri di Locri, in Calabria, contro il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, alla vigilia della 22° Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico, come ogni anno, dal 1996, il 21 marzo, nel primo giorno di primavera, simbolo di rinascita, per ricordare nome per nome le circa 900 vittime innocenti morti per mano delle mafie, creando così in tutto il Paese un ideale filo di memoria e impegno per la legalità e la giustizia.

E il luogo scelto quest’anno per questa celebrazione è proprio a Locri. È in Calabria che Libera e Avviso Pubblico, con la collaborazione di  Rai Responsabilità Sociale, Conferenza Episcopale Calabra e con il patrocinio del Comune di Locri e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno organizzato il 22° appuntamento con la Giornata della Memoria e dell’Impegno.

E’ qui che domenica, nella città “al centro al centro di un territorio in cui troppo a lungo la mafia ha spadroneggiato, creando sudditanze psicologiche, morte e illegalità di ogni genere”, come ha ricordato il vescovo mons. Francesco Oliva, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato i familiari delle vittime innocenti di mafia.

«Tutta l’Italia vi deve solidarietà per il vostro dolore, rispetto per la vostra dignitàha detto Mattarella –  riconoscenza per la vostra compostezza, sostegno per la vostra richiesta di verità e giustizia. Per questo desidero dirvi che le vostre ferite sono inferte al corpo di tutta la nostra società, di tutta l’Italia».

Oggi a Locri, dunque, e in contemporanea in 4000 luoghi in tutta Italia, nello stesso giorno e nella stessa ora, sono stati letti i nomi delle vittime innocenti delle mafie.

Luoghi di speranza e testimoni di bellezza“, è stato il tema di questa 22° edizione, per richiamare l’importanza dell’unire la cura dell’ambiente e dei territori con l’impegno per la dignità e la libertà delle persone, che nello stesso tempo vogliono esercitare le loro responsabilità di cittadini, di abitanti, ospiti e custodi, della Terra.

«Non accettiamo che sia la ‘ndrangheta a regolare la vita sociale e a dare occupazione a chi vuole», ha ricordato ancora il vescovo Francesco Oliva, in una terra dove la mafia per anni ha rappresentato, e vorrebbe continuare a farlo, l’anti-Stato.
La presenza del capo dello Stato  a Locri, e le sue parole contro la ‘ndrangheta,  hanno però ridato fiducia alla gente di tutta la  Calabria.

Una fiducia nello Stato, e quindi nella legalità e nella giustizia, che fa paura ai mafiosi. Da questa paura le scritte “don Ciotti sbirro” o “più lavoro e meno sbirri”, che nel linguaggio mafioso vogliono essere ingiuriose e di disprezzo, e che invece, come precisa il presidente di Libera, sono la testimonianza della preoccupazione per il diffondersi di iniziative di legalità e di protezione da parte dello Stato, che diventano sempre più condivise da parte della società civile, tanto da fare terra bruciato attorno ai clan mafiosi.

«Siamo i primi, da sempre, a dire che il lavoro è necessarioha commentato don Ciotti – anzi che è il primo antidoto alle mafie. Ma che sia un lavoro onesto, tutelato dai diritti, non certo quello procurato dalle organizzazioni criminali. Gli “sbirri”, che sono persone al servizio di noi tutti, sarebbero meno presenti se la presenza mafiosa non fosse così soffocante.
Questi vili messaggi, vili perché anonimi sono comunque un segno che l’impegno concreto dà fastidio. Risveglia le coscienze, fa vedere un’alternativa alla rassegnazione e al silenzio. Noi è con questa Calabria viva, positiva, che costruiamo, trovando in tante persone, soprattutto nei giovani, una risposta straordinaria, una straordinaria voglia di riscatto e di cambiamento».

Questa mattina a Locri, dopo il concentramento dei tanti partecipanti sul Lungomare, alle 9 ha preso il via il lungo corteo con arrivo in Piazza dei Martiti per la lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie e gli interventi di Libera, Avviso Pubblico e dei familiari delle vittime.

Nel pomeriggio l’apertura dei seminari tematici, con la collaborazione di molte associazioni, per l’assemblea degli studenti contro le mafie, e l’approfondimento sul tema delle mafie, dell’informazione, della scuola, sul riutilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi, le infiltrazioni mafiose negli enti e negli appalti.

In provincia di Siracusa, l’appuntamento con la Giornata della Memoria e dell’Impregno è fissato per venerdì 24 a Noto.

La giornata prevede:

  • ore 9.00 raduno delle Istituzioni scolastiche, dei Comuni con gonfalone, delle associazioni e dei rappresentati delle Istituzioni civili e militari presso la Villa Comunale di Noto;
  • ore 9.30 inizio corteo con striscioni tematici;
  • ore 10.30 arrivo dinanzi il Palazzo di Città, presentazione della Giornata a cura di Libera, saluto del sindaco e dell’assessore, e a seguire un breve spettacolo con il cantastorie Peppino Castello, sulla tratta degli immigrati clandestini;
  • ore 11.00 inizio della lettura dei nomi delle vittime sul palco a cura dei soci di Libera, dei rappresentanti delle istituzioni, di alunni ed insegnanti, dei rappresentati delle associazioni, delle forze dell’ordine, intervallata da momenti organizzati di riflessione con coinvolgimento delle scuole, un intervento del prefetto di Siracusa, Castaldo, del rappresentante dell’ufficio scolastico regionale, del vescovo mons. Antonio Staglianò, e del referente provinciale del Fai Antiracket;
  • ore 13.00-13.30 spettacolo con il cantastorie Peppino Castello, su Falcone e Borsellino;
  • ore 13.30 chiusura della giornata.

Altre iniziative, in particolare incontri con le scuole, sono previste, tra gli altri, ad Avola e Carlentini, e mercoledì mattina a Canicattini Bagni all’Istituto Comprensivo “G. Verga” con Giovanna Raiti e il locale Presidio “Salvatore Raiti” di Libera.

 

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