Il ministro Andrea Orlando a Siracusa per la candidatura alla segreteria PD non parla delle vicende della Procura aretusea

Andrea Orlando

SIRACUSA – Ha presentato questa mattina a Siracusa, in un incontro che si è tenuto al Jolly Hotel, la sua candidatura alla segreteria nazionale del PD, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in alternativa a quella dell’ex segretario ed ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi (l’altro candidato e sfidante di Renzi è il governatore della Puglia, Michele Emiliano).

Orlando era accompagnato dall’assessore regionale alla Formazione e alla Pubblica Istruzione, Bruno Marziano, che come si ricorderà ha lasciato l’area bersaniana per aderire a quella del Guardasigilli, preferendo non seguire, nella scissione seguita all’ultima assemblea nazionale del Partito Democratico, il suo compagno e parlamentare nazionale Pippo Zappulla, nel MDP, la nuova formazione politica a cui hanno dato vita  Luigi Bersani e Roberto Speranza.

Per Orlando, gli elettori sono stanchi dell’attuale Partito Democratico a cui Renzi ha dato un’impronta tutt’altro che di sinistra, e pertanto bisogna ricucire e riavvicinarli, da Siracusa al resto d’Italia, con le Primarie del prossimo 30 aprile.

«Contiamo nella battaglia del 30 aprileha dichiarato il ministro Orlando -, aperta a tutti i cittadini, al popolo dell’Ulivo, che è arrabbiato,  indignato, non è contento di come funziona il partito in Sicilia e in Italia, e può dare un segnale molto forte il 30. Mi pare che in Sicilia, tra l’altro, ci siano più ragioni che in qualunque altra regione d’Italia».

Il candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico, disponibile a parlare del futuro del suo partito, ha invece evitato di rispondere alle domande dei giornalisti sulla situazione “poco chiara” all’interno della Procura aretusea, segnata da inchieste e da “veleni”, preferendo solo annunciare un potenziamento degli organici, con il prossimo concorso per 2 mila posti che dovrebbe essere bandito nelle prossime settimane.

 

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