Servizio idrico integrato a Siracusa e Solarino, la Guardia di Finanza accerta un danno erariale per 2,8 milioni di euro

SIRACUSA – Accertato dalla Guardia di Finanza un danno erariale di 2,8 milioni di euro per il servizio idrico integrato nel Comune di Siracusa e Solarino.

Le Fiamme Gialle di Siracusa che indagano, su delega della Procura della Repubblica di Siracusa, sull’affidamento del servizio idrico integrato agli spagnoli della Depuration de Aqua Mediterraneo, hanno segnalato alla Procura regionale della Corte dei Conti di Palermo per il danno erariale riscontrato, il sindaco del Comune capoluogo, Giancarlo Garozzo, il dirigente del Settore Lavori Pubblici dello stesso ente, l’ingegnere Natale Borgione, entrambi nel febbraio scorso rinviati a giudizio con l’ipotesi di reato di turbativa d’asta (leggi), ed Enrico Jansiti, direttore generale della società affidataria del servizio idrico integrato a Siracusa e Solarino per l’anno 2015 e per il primo trimestre 2016.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Fabio Scavone e diretta dai sostituti Giancarlo Longo e Marco Di Mauro, attraverso l’approfondimento e l’analisi della documentazione, ha così consentito alla Guardia di Finanza di  segnalare alla magistratura contabile quelli che vengono considerati responsabile del danno erariale accertato, appunto, Garozzo, Borgione e Jansiti.

Secondo gli investigatori sono due le tipologie di danno riscontrate: quello alla “concorrenza” e quello da “utile d’impresa”.

Nel primo caso, il pregiudizio all’erario scaturisce dalla mancata applicazione delle regole del confronto concorrenziale tra operatori economici che avrebbe comportato per il Comune di Siracusa un risparmio di spesa rispetto a quella effettivamente sostenuta per effetto di un affidamento senza gara.

La società spagnola, nel 2014 aveva partecipato alla gara (16 milioni e mezzo l’anno), aggiudicandosela con un ribasso dello 0,5333, in raggruppamento temporaneo con due imprese romane-siracusane, Onda e Ligeam, con quest’ultima che dopo qualche mese aveva rinunziato, tanto che il suo certificato antimafia non era arrivato a Palazzo Vermexio (leggi).

La loro era stata l’unica offerta pervenuta, considerato che le altre due concorrenti, Severn Trent Italia e Acquereggine, avevano fatto un passo indietro.

Nel secondo caso, invece, si è determinato il danno pari all’ammontare dell’utile dell’impresa affidataria corrisposto dal Comune di Siracusa, nonostante la nullità del contratto di affidamento perché stipulato in violazione del Codice degli Appalti.

 

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