Aria irrespirabile a Siracusa, intervengono la parlamentare PD Sofia Amoddio e il coordinatore dei Verdi Giuseppe Patti

Sofia Amoddio e Giuseppe Patti

SIRACUSA – Sulla questione ormai “preoccupante” della qualità dell’aria che si respira a Siracusa, messa a rischio dalle emissioni delle industriale del petrolchimico, intervengono la parlamentare nazionale del PD, Sofia Amoddio, per cui è necessario un fronte unico con i sindacati, con l’Arpa regionale e provinciale, e il coordinatore dei Verdi di Siracusa, Giuseppe Patti.

«Forse non tutti sanno che fino al 2014 il Comune di Siracusa non aveva voce in capitolo nelle riunioni ministerialiafferma l’on Amoddioe che oggi può partecipare ai procedimenti per il rilascio della Autorizzazione integrata ambientale alle imprese del polo industriale, grazie ad un’azione politica  mirata e svolta in sinergia tra istituzione locale e nazionale posta in essere in questi ultimi anni. Giorno dopo giorno portiamo avanti una battaglia difficile e complicata che mira a scardinare un sistema che ha devastato il nostro territorio nel silenzio più assordante. All’inquinamento atmosferico va sommato quello del suolo, con la presenza di metalli pesanti con concentrazioni molto al di sopra dei valori limite e quello della falda acquifera. Da quasi vent’anni attendiamo interventi di bonifica e di riqualificazione ambientale – aggiunge l’esponente del Partito Democratico – e siamo ormai consapevoli dei rischi sanitari e soprattutto dell’incidenza dell’inquinamento sulla salute della popolazione. Questa battaglia si vince solamente facendo squadra, restando uniti e senza cadere nelle provocazioni di chi per anni non ha fatto nulla e adesso si straccia le vesti. I gravi ritardi delle bonifiche, gli episodi gravissimi di inquinamento atmosferico proveniente dalle emissioni dell’area industriale, i ritardi dell’amministrazione regionale per l’approvazione del piano regionale della qualità dell’aria e le gravi vicende penali per reati ambientali che coinvolgono Sai8,  Cisma ed altro non sono nati oggi.    
Personalmente ho presentato un esposto insieme a centinaia di cittadini in Procura già nel 2014 e una decina di interrogazioni sull’argomento ottenendo a volte  risposte corrette altre  poco soddisfacenti o  inadeguate. Quello che è certo è che i dati forniti dalle centraline evidenziano sforamenti di sostanze che superano di molto i limiti di legge e per questo continuerò a battermi affinché venga garantito un maggior controllo ambientale attraverso l’installazione di sistemi di videosorveglianza con possibilità di registrazione delle immagini al fine di verificare in quali torce in quali ditte avviene  la combustione dei gas di torcia; occorre l’installazione di sistemi termografici per il rilevamento del corretto funzionamento della fiamma pilota; occorre dotare di idonee coperture le vasche degli impianti di trattamento degli effluenti liquidi e trasmettere in tempo reale ad Arpa Sicilia i dati rilevati dai sistemi di monitoraggio. Sono fermamente convinta – conclude Sofia Amoddio – che sia improcrastinabile la realizzazione del sistema di monitorato Simage come quello presente a Porto Marghera. Non dobbiamo mai dimenticare che le aziende hanno l’obbligo di rilevare le emissioni degli impianti ma la tutela dei beni ambiente e salute è costituzionalmente garantita e compete allo Stato esercitare ogni attività amministrativa e di controllo, perché il diritto ad un ambiente salubre deve essere garantito».

La presentazione da parte dei Verdi di esposti alla Commissione Europea e alla Procura di Siracusa già negli anni passati, con l’apertura di indagini, è quanto rimarca Giuseppe Patti, polemizzando con il sindaco e l’assessore all’Ambiente di Siracusa che oggi hanno presentato un sposto in Procura.

«Indagini che a causa degli ultimi accadimentisottolinea Pattidovrebbero interessare anche lo stato di manutenzione degli impianti e il corretto utilizzo dei protocolli di carico e scarico nel pontile di contrada Targia, che a nostro avviso potrebbe essere la fonte dei recenti eventi maleodoranti. Il Comune di Siracusa e nella fattispecie il sindaco, l’assessore e il consulente, arrivano ben ultimi a varcare la soglia della Procura su questo argomento ed hanno poco anzi nulla da rivendicare sulla lotta all’inquinamento atmosferico del quadrilatero industriale di Siracusa, Augusta, Melilli e Priolo.
Dopo aver sbandierato ai quattro venti la partecipazione ai Tavoli ministeriali di concertazione delle Autorizzazioni Integrali Ambientali (A.I.A.), non hanno saputo far valere le proprie istanze.
Sia ben chiaro che le istanze e le prescrizioni presentate ed accolte, ad un Tavolo ministeriale, possono ottenere risultati prima di qualsiasi Procura italiana. E invece siamo qui a non sapere cosa stiamo respirando e sopratutto perché lo stiamo respirando».

 

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