No alla rimodulazione dell’Inps di Augusta da parte del sindacato che chiama in causa il Comune per i locali

AUGUSTA – La sede Inps di Augusta va salvata a tutti i costi. I sindacati non intendono ascoltare alcuna motivazione da parte dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, per spiegare la decisione di ridurre la sede a semplice “punto”.

Le diverse posizioni, sono state ribadite  questa mattina nel corso di un incontro tra il direttore provinciale Inps, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, e i segretari di categoria della Funzione pubblica e dei pensionati. Durante il confronto, che si è chiuso in tarda mattinata, il direttore dell’Inps ha ovviamente ribadito che la riduzione non è stata una scelta della sede siracusana, ma che rientra nel piano di ottimizzazione delle risorse stabilito dall’Istituto a livello regionale e nazionale, anche in applicazione della disciplina legislativa che punta al risparmio della spesa pubblica.

Motivazioni che sono state fortemente contestate dalle forze sindacali, secondo cui l’istituto non sta minimamente considerando l’impatto sociale che ne deriverebbe dal suo ridimensionamento.

«Alla sede di Augusta si rivolgono anche i cittadini dei comuni vicini, da Villasmundo a Melilli, da Priolo a Lentini, da Carlentini a Francofontecommentano i tre segretari di Cgil, Cils, Uil, Roberto Alosi, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò -. Una fetta di popolazione così vasta che è delirio ipotizzare di lasciarla senza un servizio di tale importanza. Se il piano di ridimensionamento dovesse attuarsi, ancora una volta a scapito del territorio e delle sue esigenze, sarebbe un ennesimo arretramento in provincia della presenza delle grandi istituzioni e dello Stato».

I rappresentanti della Funzione pubblica, dal loro canto,  hanno acceso i riflettori sulle professionalità che sarebbero soppresse in caso di riduzione della sede Inps a solo Punto, quindi senza uffici in grado di sbrigare le pratiche e di fornire servizi.

Di rilievo anche le eccezioni sollevate dai sindacati dei pensionati che hanno rilevato come gli anziani, ed in particolare quelli non autosufficienti, sarebbero costretti ad affrontare disagi di non poco conto, a partire dalle difficoltà a raggiungere le sedi Inps più vicine.

Dal sindacato arriva la proposta di coinvolgere il  Comune affinché trovi i locali idonei ad accogliere la sede Inps. Una proposta che si spiega con la “logica del risparmio” adotta dall’Inps, ovvero, nella necessità di contenere le spese di locazione e il mantenimento della struttura.

Da qui l’idea che sia il Comune a offrire una sede. Dal suo canto, il direttore dell’Inps ha assicurato il personale impegno a rappresentare le istanze del territorio sia in sede regionale sia nazionale. La riduzione della sede megarese dell’Inps, comunque, non è certo una novità.

La stessa situazione si verificò quando il Comune era gestito dai 3 commissari prefettizi. In quella occasione, a fronte del sommovimento generale di contestazione della paventata chiusura, i 3 commissari straordinari si impegnarono a trovare i locali da destinare a sede Inps.

In realtà, passata la bufera, passò anche la determinazione a trovare i nuovi locali. Oggi, però, con puntualità, la questione si ripropone.

 

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