L’on Amoddio contrattacca dopo le esternazioni della Princiotta che la chiamano in causa, mentre il PD ancora tace

L’on Sofia Amoddio (PD)

SIRACUSA – Mentre il segretario e la segreteria provinciale del Pd ancora tacciono sulle ultime esternazioni del 9 e 10 maggio scorso della consigliera comunale di Siracusa ex Partito Democratico, oggi Mdp, Simona Princiotta, in particolare sul passaggio nel quale si chiama in causa, con accuse ritenute “infamanti e denigratorie”,  la parlamentare nazionale del partito, l’on Sofia Amoddio, tramite la riproduzione di una registrazione dell’ex collaboratore di giustizia Rosario Piccione nel quale afferma di aver pagato l’on Amoddio, nella sua veste di avvocato, per difendere i “picciotti” del clan Bottaro-Attanasio, la deputata Dem mette a tacere ogni “illazione e strumentalizzazione” nei suoi confronti.

«Al fine di evitare speculazioniafferma l’on. Amoddioritengo doveroso precisare che quanto dichiarato sulla mia persona ed in particolare sulla mia attività professionale e di parlamentare è falso. Le condotte infamanti poste in essere nei miei confronti provengono da persone che risponderanno innanzi all’autorità giudiziaria dei loro comportamenti ed altrettanto avverrà nei confronti di coloro che direttamente o indirettamente utilizzano o utilizzeranno le stesse per ledere la mia immagine. Come avvocato ho sempre garantito il diritto alla difesa costituzionalmente garantito e non ho mai fatto mercimonio della professione, agendo seguendo i principi di legge. Come parlamentare ho agito avendo come obiettivo l’interesse delle istituzioni e il bene della comunità nazionale e locale. In questi giorni – continua l’esponente del Pd – mi sono giunti numerosissimi attestati di stima e ringrazio tutti coloro che hanno sentito il bisogno di esprimermi pubblicamente e privatamente la loro solidarietà. Purtroppo devo registrare il cinismo di qualcuno che intende utilizzare più o meno velatamente, in modo strumentale, accuse false per fini politici. Ritengo – conclude Sofia Amoddio – che l’attacco infamante che mi è stato rivolto fa parte di una più ampia manovra di delegittimazione nei confronti di chi  ha a cuore la legalità come valore non negoziabile e che ha fatto il proprio dovere di parlamentare chiedendo un intervento dello Stato. Sollecito da tempo il segretario provinciale del Partito Democratico ad indire una riunione per un’ampia riflessione in città sul tema della giustizia».

 

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