L’ex Provincia raschia il fondo del barile, decisa la dismissione di locali ad uso scolastico a Siracusa, Augusta e Francofonte

La sede dell’ex Provincia a Siracusa

SIRACUSA – Ormai in coma profondo, almeno dal punto di vista finanziario, ma anche le funzioni generali non è che godano di buona salute, l’ex Provincia regionale di Siracusa, oggi Libero Consorzio comunale, da tempo con le risorse ridotte al fondo del barile, tanto da ritardare anche il pagamento degli stipendi ai propri dipendenti.

Conseguenza, inevitabile, della politica regionale, dopo il fallimento della “rivoluzione” crocettiana che cancellava le Province, commissariandole però, senza provvedere ad un percorso solido di nascita del futuro ente sovracomunale che, sulla carta, dovrebbe essere guidato da sindaci e consiglieri comunali, ma la cui elezione degli organismi continua a slittare.

Nessuno dei diretti interessati, infatti, come più volte denunciato dall’AnciSicilia, si sente di guidare un ente senza fondi ma con incombenze che vanno ancora dall’edilizia scolastica, alle manutenzioni viarie, al trasporto dei disabili, e così via.

La politica palermitana, di fatto, ha abbandonato questi enti non prevedendo nelle finanziarie (per cui si è litigato e tirato la giacchetta per tutto tranne per le ex Province) somme sufficienti a farli continuare a vivere.

Un quadro drammatico e desolante, che in questi giorni ha costretto il commissario dell’ex Provincia regionale di Siracusa, Giovanni Arnone, a deliberare, su proposta del capo settore Antonella Fucile, di procedere alla dismissione di ben sette immobili in locazione, la maggior parte dei quali ospitano istituti scolastici e laboratori didattici.

Arnone da tempo ormai le sta studiando tutte per tentare di contenere le spese ed evitare il default. Quest’ultimo tentativo di contenimento, ahimè,  si riversa principalmente sulla scuola e il diritto all’istruzione.

Gli immobili al centro del provvedimento di dismissione, infatti, sono quelli di via Tisia a Siracusa che ospita i laboratori dell’istituto Einaudi e alcune classi dell’istituto Quintiliano, per un canone annuo di oltre 27 mila euro.

Altro immobile in fase di dismissione sempre in via Tisia, sempre occupato da laboratori dell’Einaudi e da alcune classi del Quintiliano, per un canone annuo di oltre 13 mila euro.

Il Quintiliano, inoltre, utilizza anche l’immobile di via Tintoretto a Siracusa, per un canone comprensivo di oltre 80 mila euro. La Fondazione “Istituto tecnico superiore Archimede” ha invece in uso l’immobile di viale Scala Greca, con un canone di oltre 38 mila euro l’anno.

Non è finita, perchè ancora a Siracusa la scure riguarda anche l’immobile di via Brenta, canone 167 mila euro, che ospita alcuni uffici della stessa ex Provincia e alcune associazioni.

In provincia, invece, ad essere interessati da questo calice amaro saranno: ad Augusta, dismissione per l’Istituto Ruiz che utilizza l’immobile di Contrada Costa Pisone come magazzino, con un canone oltre 17 mila euro; e a Francofonte stessa sorte per  l’immobile di Contrada S. Antonio, canone oltre 32 mila euro.

 

 

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