CANICATTINI – Più che triplicati i dati della Raccolta Differenziata dei rifiuti nel Comune di Canicattini Bagni, da aprile a maggio, quando l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Paolo Amenta, ha deciso di allargare la raccolta anche alla parte organica o umido, e attuare il sistema di raccolta con il “porta a porta”.

I dati di maggio che l’Ufficio Tecnico ha comunicato questa mattina all’Ufficio speciale della Regione Sicilia per la raccolta differenziata (www.usrdsicilia.it/usrd/), indicano nel 41,60% la percentuale raggiunta nella città di Canicattini Bagni.

Da poco meno del 14% dei primi mesi dell’anno, Canicattini Bagni, grazie agli interventi attuati dall’Amministrazione comunale, senza aumentare il Piano Finanziario dei costi e quindi senza alcun onere in più per i cittadini, che hanno risposto positivamente all’invito dei mesi scorsi del sindaco Amenta e dell’assessore all’Ambiente e vice sindaco, Pietro Savarino, si attesta così tra i Comuni che entro il termine fissato dalla Regione, il mese di novembre, potranno facilmente raggiungere e addirittura ampiamente superare il tetto del 65% imposto dal governo regionale per il 2017.

«Siamo più che soddisfattihanno dichiarato il sindaco Amenta e il suo vice Savarinoper il risultato raggiunto in così poco tempo. Segno che la città tutta, dai singoli cittadini alle attività produttive, come abbiamo avuto modo di monitorare in questi due mesi, ha capito l’importanza del differenziare i rifiuti, facendoli veramente diventare una risorsa e non un problema. I cittadini dimostrano grande sensibilità e responsabilità, nonostante il servizio non sia ancora perfetto e migliori man mano che va avanti. Abbiamo distribuito in questi mesi, con l’aiuto dei giovani del progetto Ambiente del Servizio Civile Nazionale, i contenitori per la carta, i sacchetti per plastica, vetro e lattine, così come i sacchetti biodegradabili per l’umido con il relativo mastello da porre, nei giorni stabiliti, davanti l’uscio di casa, mentre è in distribuzione il mastello per il rifiuto indifferenziato. Il nostro obiettivo – concludono Amenta e Savarino – è superare abbondantemente il 65% imposto dalla Regione che però continua a non varare un Piano per l’impiantistica. Mancano, infatti, le piattaforme dove poter smaltire l’umido, e quelle private che esistono incominciano ad accusare problemi. La Regione infatti non può imporre percentuali senza dare ai Comuni le opportunità e gli strumenti per fare una buona differenziata. Noi comunque ce la stiamo mettendo tutta, come dimostrano i numeri, per salvaguardare il nostro ambiente e incominciare a ridurre ulteriormente i costi».

 

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