Canicattini Bagni

CANICATTINI – È pronto per essere trasmesso al Consiglio comunale per l’adozione il nuovo Piano Regolatore Generale di Canicattini Bagni, dopo che lo scorso fine settimana ha ricevuto il parere del Genio Civile di Siracusa e, pertanto, ritrasmesso al Comune per i procedimenti successivi prima di diventare esecutivo.

Procedimenti che prevedono, come primo passaggio, la trasmissione al Consiglio per le dovute valutazioni e l’adozione,  la successiva pubblicazione per le osservazioni ed opposizioni dei cittadini, le eventuali deduzioni a queste da parte del Consiglio comunale e la trasmissione all’Assessorato regionale Territorio e Ambiente per le relative determinazioni e modifiche.

Conclusa questa fase, con il Decreto dell’Assessorato regionale, il Prg diventa esecutivo, anche se attualmente il Comune non si trova sprovvisto di strumento urbanistico essendo  valide le norme relative al Piano precedente per l’attività edilizia sul suolo privato.

«Come avevamo annunciato in campagna elettoralesottolinea il sindaco Marilena Micelia chi ci chiedeva dove fosse finito il nuovo Prg, abbiamo risposto con chiarezza che lo stesso era ad un passo dal ricevere il parere del Genio Civile a cui il Commissario straordinario, arch. Pietro Coniglio, l’aveva trasmesso da tempo. Da adesso inizia l’iter per la sua adozione da parte del Consiglio, la pubblicazione per le osservazioni dei cittadini, le relative deduzioni ancora del Consiglio e la trasmissione finale alla Regione per il Decreto. Mi auguro che tutto ciò avvenga in tempi più che ragionevoli, anche se, ad onor del vero, a tutt’oggi a Canicattini Bagni non è stata bloccata l’attività edilizia».

Il nuovo Prg, redatto dal gruppo di progettazione esterno al Comune, composto dagli architetti Giuseppe Di Mauro, Alessandro Mozzicato, Fabrizio Amenta ed Emanuele Lombardo, con rup il dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale, geometra capo Giuseppe Carpinteri,  così come proposto dalla passata Amministrazione guidata dal sindaco Paolo Amenta, di fatto aggiorna il precedente senza stravolgerne l’assetto, nel rispetto delle specificità date dal Consiglio comunale.

Tra le previsioni di rilievo, che ha ottenuto il parere favorevole dell’Asp nel corso della Conferenza provinciale dei servizi per i Cimiteri del settembre scorso, c’è la riduzione della fascia di rispetto cimiteriale (prima di 200 metri) in virtù, come previsto dalla legge, della presenza di “depressioni naturali”, Cava Bagni e Cava Pignati, evitando così l’invasione della parte nord-ovest del centro urbano edificato di via Principe Amedeo e via Mentana.

«Non soloaggiunge l’ex sindaco Paolo Amenta, oggi presidente del Consiglio comunale –  le zone territoriali omogenee sono rimaste tali, tranne che per variazioni minimali e di dettaglio che sono state necessarie in relazione alla mappa del catasto borbonico che ha modificato alcuni margini del centro storico ed ai nuovi strumenti di salvaguardia del territorio, come il Piano Paesaggistico e Piano di Assesto Idrogeologico. Le zone di espansione urbanistica, quelle conosciute come zone C, sono state oggetto della riduzione di un quarto, in virtù dell’andamento demografico negativo che caratterizza da decenni la maggior parte dei centri urbani dell’entroterra siciliano, e di cui non teneva conto l’attuale Prg in vigore che prevede una urbanizzazione per almeno 20.000 abitanti. A tal fine sono state conservate le aree che nel tempo sono state oggetto di interesse edificatorio e non necessitano di opere di urbanizzazione primaria da realizzare ex novo con espropriazione di suolo privato. La viabilità è stata razionalizzata con la riduzione di oltre un terzo di nuova viabilità e ordinata con la riqualificazione del 30% di quella esistente e l’introduzione di nuove aree a parcheggio perimetrali oltre alla introduzione di percorsi pedo-ciclabili e ambientali per la fruizione sicura del contesto urbano e delle emergenze naturalistiche, come Cava Bagni, corridoio ecologico della Rete Natura 2000, e l’ingresso del Sito di Interesse Comunitario di Cava Cardinale dal vecchio macello comunale. Si è voluto così recuperare – conclude Amenta – il rapporto tra l’ambito urbano ed il contesto rurale, naturalistico, culturale e produttivo, punto di forza del modello di sviluppo sostenibile che il territorio si è dato».

 

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