Un momento dell’incontro

SIRACUSA – Una riflessione a più voci, con parlamentari, sindaci, associazioni, forze dell’ordine e sindacato insieme per parlare nel giorno che dice “No alla violenza sulle donne: in famiglia, sul lavoro, sulle vittime della tratta”.

Nella sala “Giulio Pastore”, sabato si sono ritrovati in tanti per rispondere alla campagna nazionale della Cisl “Diamo un taglio al silenzio”.

I lavori, coordinati dalla giornalista Paola Altomonte, sono stati aperti dal saluto del sindaco di Siracusa. Giancarlo Garozzo ha rinnovato l’impegno a difendere i diritti di ogni donna, condannando qualsiasi forma di violenza e sottolineando «il ruolo di prima tutela che deve arrivare all’interno della stessa famiglia».

Sebastiano Capuccio, segretario regionale della Cisl Sicilia, ha evidenziato lo stesso ruolo del sindacato nel contrasto alle violenze. «Il mondo del lavoro deve essere guardato con grande attenzione – ha detto – e queste giornate di riflessione e di mobilitazione sottolineano la presenza e la sensibilità di ognuno di noi. Contro qualsiasi violenza, al fianco delle donne perché vengano tutelate ovunque».

Le parlamentari Stefania Prestigiacomo e Sofia Amoddio, sottolineando come le donne rappresentino “le frontiere della civiltà”, hanno ricordato quanto è stato fatto in Parlamento e quanto ci sia ancora da fare a livello normativo.

«Bisogna incidere su una maggiore informazione – hanno puntualizzato – cercando di incidere anche su una nuova cultura dell’educazione. Scuola e famiglia sono chiamate ad un ruolo importante per cambiare un futuro che deve eliminare alcuni luoghi comuni».

Marilena Miceli e Mirella Garro, sindaci, rispettivamente, di Canicattini Bagni e Cassaro, hanno parlato di impegno politico e di lavoro. Donne alla guida di due centri della provincia, hanno voluto ripercorrere anche le difficoltà, in qualche caso gli ostacoli, vissute durante la campagna elettorale e, quindi, dopo l’elezione.

Cettina Raniolo, segretaria territoriale della Cisl Ragusa Siracusa, ha portato la testimonianza del mondo del lavoro. «Un mondo ancora irto di ostacoli per la donna – ha aggiunto –. Oggi vogliamo porre l’attenzione anche sul mondo del lavoro dove la violenza non è fisica ma è fatta di ricatti e mobbing. Il lavoro non può avere un genere, le pari opportunità vanno garantire e sostenute».

All’incontro non è mancato il contributo di chi, quotidianamente, raccoglie denunce e prova a contrastare gli abusi. Il vicario del Questore, Giuseppina Agnello, ha portato la testimonianza di investigatore e funzionario di polizia. «Molte donne ascoltate, difese – ha raccontato – che in molti casi, però, hanno preferito ritirare la denuncia contro il marito, padre dei loro figli. Serve maggiore consapevolezza del rispetto dell’altro, a partire dalla famiglia e anche dalla scuola dove, purtroppo, il fenomeno del bullismo è una ulteriore degenerazione».

 Tra le vittime della violenza le donne incappate nelle tratte. Giovanissime provenienti dal centro Africa che, in provincia di Siracusa, trovano accoglienza nel centro di Capocorso.

«Sono tante – ha detto Cesare Salonia -. Le nuove leggi consentono maggiori tutele e hanno offerto mezzi di contrasto contro le tratte. Sono vittime di violenze che hanno bisogno di essere salvate da un destino altrimenti segnato».

Particolarmente toccante la testimonianza di Luisa Ardita, sorella e zia di Eligia e Giulia, morte tre anni fa. Con la Fondazione intestata a loro, Luisa e l’intera famiglia sta portando avanti una battaglia per ottenere giustizia ma, soprattutto, leggi che possano garantire tutele per le vittime e certezza della pena per chi viene ritenuto colpevole di questi delitti.

La mattinata si è conclusa con due gesti simbolici che il segretario generale della Cisl, Paolo Sanzaro, ha voluto condividere. Nella sala “Giulio Pastore”, la sala delle conferenze della Cisl Ragusa Siracusa, da oggi ci saranno sempre una sedia rossa ed un quadro con due scarpe rosse.

«Sono simboli – ha concluso – ma restano anche monito perenne. Ogni volta che entreremo qui dovremo dedicare, necessariamente, qualche secondo a questo tema; e non sarà per forza il 25 novembre. Gli spunti arrivati oggi sono tantissimi e meritano ulteriori approfondimenti. Come Cisl ci occupiamo di lavoro e alle donne che lavorano guardiamo. Devono essere difese e tutelate. Come dice il nostro segretario generale Annamaria Furlan “la violenza sulle donne si combatte anche con migliori condizioni di lavoro”. Basta con le discriminazioni, i soprusi, le angherie».

           

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