European Solidarity, la mobilitazione in Piazza XX Settembre a Canicattini Bagni

CANICATTINI – “Chiediamo all’Europa di sbloccare le porte sul mare, salviamo la vita umana, siamo tutti uguali davanti a Dio. Grazie”.

Questo il messaggio scritto su un cartellone in italiano, inglese e francese, da parte di alcuni  giovani migranti ospiti dei due Sprar “Obioma” e “La Pineta” di Canicattini Bagni, gestiti rispettivamente dall’impresa sociale Passwork e dall’Associazione La Pineta e Arci, presenti martedì 26 giugno in Piazza XX Settembre a Canicattini Bagni per la mobilitazione “European Solidarity”, insieme al sindaco Marilena Miceli, la giunta e i consiglieri di maggioranza e minoranza, uniti, senza distinzione di partito o di appartenenza, ai cittadini e agli altri Centri di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, “Casa Aylan” e “Capocorso”, e all’ultima struttura inaugurata qualche giorno addietro in sei dei sette Comuni dell’Unione dei Comuni “Valle degli Iblei”, “Obioma Iblei”, unica esperienza in Sicilia di accoglienza diffusa non in un unico Centro ma in abitazioni singole per avviare un percorso di autonomia gestionale delle famiglie che verranno accolte.

Insieme alle tante altre piazze in Europa (http://europeansolidarity.eu/it) che hanno aderito all’iniziativa, hanno voluto far sentire la propria voce per chiedere  al Consiglio Europeo, che si è riunito il 28 giugno per discutere di immigrazione, che ogni Nazione faccia la propria parte per quanto riguarda l’accoglienza, cambiando il Regolamento di Dublino nella direzione già indicata dal Parlamento europeo, aprendo vie legali e sicure per l’accesso in tutti i Paesi UE.

Il sindaco Marilena Miceli, accogliendo nei giorni scorsi la proposta della consigliera di minoranza Luisa Chiarandà di aderire all’appuntamento con “European Solidarity”, ha così chiamato a raccolta la città e le realtà associative, per sottolineare, altresì, l’esperienza positiva che in termini di accoglienza e di inclusione Canicattini Bagni sta facendo da alcuni anni, diventando, come dimostrano i Report annuali del Ministero dell’Interno, “eccellenza” e “buona prassi” a livello nazionale, al pari di grandi città, grazie al prezioso lavoro svolto con professionalità e partecipazione dalle imprese che gestiscono le strutture in città e nel territorio.

«Non potevamo non accogliere l’invito della consigliera Chiarandà, che ringrazio – ha ribadito il sindaco Miceli – per sottolineare la straordinaria esperienza di accoglienza di tanti giovani migranti, ragazze e ragazzi, che da alcuni anni sono ospitati a Canicattini Bagni, in un percorso di integrazione che ci arricchisce culturalmente e civilmente entrambi. Penso alla vita insieme che questi giovani migranti svolgono con i nostri giovani nelle scuole, nello sport e nelle attività quotidiane, grazie alla sensibilità dell’intera comunità e delle imprese che vi operano con dedizione. Abbiamo sempre ribadito la scelta per una accoglienza organizzata e solidale, dove ogni Paese europeo deve fare la propria parte. Questo chiediamo al Consiglio Europeo con la modifica in questa direzione del Regolamento di Dublino».

In Piazza XX Settembre hanno portato le barchette di carta, a simboleggiare le tante imbarcazioni cariche di esseri umani che attraversano il Mediterraneo, diventato per molti anche un cimitero,  in cerca di una nuova speranza per il loro futuro.

«Da questa piccola realtà, Canicattini Bagni, passando da Roma fino a Bruxelles – ha detto la consigliera Chiarandà -, la politica dei piccoli centri si collega a quella nazionale ed europea, una buona politica che guarda il volto delle singole persone al di là delle appartenenze. Queste barchette di carta, fragili come la vita di chi attraversa il mare sono al tempo stesso un forte simbolo della tenacia con cui chiediamo ai governi di fare la propria parte sull’accoglienza, di cambiare il trattato di Dublino e aprire vie legali e sicure per l’accesso a tutti i Paesi dell’Unione».

All’intervento del sindaco Miceli e della consigliera Chiarandà hanno fatto seguito quelli dei capigruppo consiliari di maggioranza e minoranza, rispettivamente Sebastiano Gazzara e Danilo Calabrò, quello del presidente di Passwork, Sebastiano Scaglione, a nome delle imprese che gestiscono le strutture dell’accoglienza, e di alcuni giovani migranti.

Per tutti la battaglia per la solidarietà europea non si fa sulla pelle delle persone in mare ma cambiando le regole sbagliate come il  Regolamento di Dublino, che lascia le maggiori responsabilità sui Paesi di confine. Tra l’altro, il Parlamento europeo ha già votato a larga maggioranza per superare l’ingiusto criterio del “primo Paese di accesso” e sostituirlo con un sistema di ricollocamento automatico che valorizza i legami significativi dei richiedenti e impone a tutti i Paesi di fare la propria parte, come già chiedono i  trattati europei.

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