Il sindaco di Riace, Domenico “Mimmo” Lucano

Riace – Arriva l’accusa “infamante” di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti, per il sindaco simbolo dell’accoglienza e l’integrazione sociale dei migranti, Domenico “Mimmo” Lucano, primo cittadino del piccolo Comune di Riace (appena duemila anime) in provincia di Reggio Calabria.

L’accusa è stata formulata da un’inchiesta della magistratura della locride, una delle aree più difficili e stretta dalla morsa della ‘ndrangheta, che nel contempo ha però fatto cadere tutte le più gravi contestazioni in un primo tempo ipotizzate, dalla malversazione alla truffa ai danni dello Stato, alla concussione: “La gestione dei fondi – scrive il gip di Locri – è stata magari disordinata, ma non ci sono illeciti e nessuno ha mai intascato un centesimo”.

Il sindaco Mimmo Lucano è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione denominata  “Xenia”, e posto ai domiciliari. Disposto invece il divieto di dimora nei confronti della compagna del sindaco, Tesfahun Lemlem, accusata degli stessi reati.

In pratica, ad entrambi, come si legge nella nota del procuratore di Locri, Luigi D’Alessio, viene contestato di aver forzato le procedure per permettere ad alcune ragazze (quante non si sa), soprattutto nigeriane, che il più delle volte sono vittime del racket della prostituzione, di non essere rispedite nei loro paesi e di restare in Italia, attraverso matrimoni di comodo, di cui però nella nota non si indica se celebrati o meno.

La seconda contestazione nei confronti di Lucano è riferita all’affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti alle due cooperative sociali nate a Riace per dare lavoro ai suoi concittadini e ai migranti, evitando così la moria della cittadina, senza rubare un solo centesimo, come gli stessi giudici scrivono. Per loro però si tratterebbe di un fraudolento affidamento diretto dell’appalto, disposto in deroga alle norme che obbligano ad una gara, e a cooperative non inserite nel registro regionale di settore.

Il modello di integrazione e accoglienza realizzato dal sindaco Mimmo Lucano ha avuto eco non solo nazionale ma internazionale, al punto che nel 2016 fu inserito da Fortune tra le cinquanta personalità più influenti al mondo.

Un modello che ha salvato la cittadina dallo spopolamento, facendola rinascere, con i migranti ospitati nelle case disabitate, concesse in comodato d’uso gratuito, e i soldi stanziati dal ministero dell’Interno girati a cooperative, di cui fanno parte migranti e cittadini riacesi, che danno la possibilità a profughi e richiedenti asilo di imparare un mestiere tramite “borse lavoro”, assicurando loro un piccolo stipendio.

Ultimamente il ministero aveva bloccato i fondi, causando enormi disagi all’economia della cittadina, per poi sbloccarli a seguito dello sciopero della fame del sindaco e il sostegno, oltre che dei cittadini, di personalità dello spettacolo, della cultura e della politica.

Tra questi lo scrittore Roberto Saviano e l’attore Beppe Fiorello che proprio sul modello di integrazione attuato a Riace ha girato una fiction “Tutto il mondo è paese” (che la Rai ha bloccato non mettendola in onda dopo gli avvisi di garanzia al sindaco), che alla notizia dell’arresto di Lucano in un post su Twitter ha scritto: Mimmo Lucano, crederò in te più di prima. Qualcuno si porterà sulla coscienza la vita di un uomo straordinario, io lo so che Mimmo non sopporterà questa vergogna, ora cerco parole per difenderlo ma mi rendo conto che non va più difeso, va amato come lui ama il prossimo.

Diverso il post del ministro Matteo Salvini, segretario della Lega, quella dei 49 milioni di euro truffati allo Stato che restituirà in 80 anni, che su Twitter deride quanti hanno sostenuto Lucano:Accidenti, chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati!”

Accusato di “umanità” e di “solidarietà”, secondo i tanti, non solo in Italia, che hanno conosciuto il sindaco Mimmo Lucano e le scelte fatte per salvare la sua comunità, e per sabato è già stata annunciata una manifestazione in suo sostegno a Riace.

Le stesse accuse di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, che qualche anno fa, nel febbraio 2010, toccarono a don Carlo D’Antoni, parroco della Chiesa di Bosco Minniti a Siracusa (che da tanti anni accoglie disperati), altro personaggio scomodo del sistema di integrazione ed accoglienza dei migranti che fuggono, rischiando la vita, da guerre, violenze, persecuzioni e povertà.

Padre Carlo, si ricorderà, venne arrestato, con grande indignazione dei tanti buonisti, per essere un mese dopo completamente prosciolto dal Riesame.

E proprio lui oggi ha scritto sulla sua pagina Facebook:

“Incondizionata piena e convinta solidarietà a Mimmo Lucano, un uomo che dentro di se ha una cosa poco di moda oggi: UNA COSCIENZA. Un uomo che se costretto a scegliere tra LEGALITA’ FORMALE E GIUSTIZIA non ha dubbi per sapere da che parte stare. Comunque, qui non è stata intaccata neanche la legalità formale. Al solito, tutto svanirà in una bolla di sapone ma intanto il segnale è stato dato. Il modello Riace è fastidioso, và contro la cultura dei caproni che tanti voti porta ai capi mandriani. Cosa dire? Abbiamo fiducia nella magistratura e attendiamo con fiducia lo svolgersi degli eventi? Io queste frasi fatte non le uso. L’onore dei cittadini è più importante del rispetto che si deve alle istituzioni. Ogni persona è istituzione al servizio della quale le altre istituzioni devono porsi al servizio sennò si screditano e scivolano nella prevaricazione e nella dittatura più o meno dichiarata. Anche da Bosco Minniti seguiremo con la massima attenzione questa triste storia dello splendido sindaco di Riace.
E non faremo sconti a nessuno. Di padreterni ne conosco uno solo, quello che sta in cielo. Padreterni sulla terra non ce ne sono. Sulla terra ci sono solo uomini, ominicchi e quacquaraquà.
Da sempre la tenue luce dell’alba distrugge le notti più nere”.

Please follow and like us:
0