Giovanni Morana

Canicattini – L’intera comunità parrocchiale canicattinese, l’Amministrazione comunale, il Consiglio comunale, i dipendenti del Comune di Canicattini Bagni e tanti cittadini, domenica mattina in Chiesa Madre, hanno dato l’ultimo saluto e si sono stretti ai familiari di Giovanni Morana, 54 anni, dipendente dell’Ufficio Cultura del Comune, venuto a mancare venerdì dopo una lunga malattia che nell’ultimo anno l’aveva tenuto lontano dal lavoro.

Giovanni Morana, studioso delle tradizioni religiose locali, componente del Coro parrocchiale di Santa Maria degli Angeli, era l’anima della tradizione dei “Nuri” del  “Santissimu Cristu”, devoti vestiti di bianco con una mantella rossa sulle spalle, un corona di spine intrecciata sul capo ed una canna in mano, che cantano “U lamientu”, canto in dialetto siciliano che rievoca i momenti della passione e morte di Gesù, che si tramanda di padre in figlio.

Una tradizione che col suo lavoro di ricerca Giovanni Morana aveva contribuito a recuperare e a rilanciare, collaborando, altresì, al progetto di promozione e valorizzazione avviato dal Comune di Canicattini Bagni, che recentemente ha portato all’iscrizione de “U lamientu” nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia, il Libro delle pratiche espressive e dei repertori orali.

La funzione funebre officiata dal parroco della Chiesa Madre, don Sebastiano Ferla, si è conclusa, tra la commozione generale, davanti alla cappella del simulacro del  “Santissimu Cristu” con l’intonazione de “U lamientu” che Morana ha tanto contribuito a promuovere e salvaguardare.

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