Canicattini – «In questo luogo per noi simbolo dell’impegno per eliminare la violenza sulle donne, dove l’8 Marzo dello scorso anno abbiamo apposto una targa a ricordo di tutte le donne che hanno subito violenza, inauguriamo la “panchina rossa” in memoria delle nostre concittadine e madri, Maria Ton, uccisa nel giugno del 2014, e Laura Petrolito, uccisa nel marzo di quest’anno, da chi diceva di volerle bene, e di tutte le donne vittime di violenza,  per non dimenticare e per auspicare una cultura di parità».

Così questa mattina il sindaco di Canicattini Bagni, Marilena Miceli, nell’inaugurare “la panchina rossa” in Piazzetta Dante Alighieri, all’ingresso della città per chi arriva da Floridia, in occasione delle iniziative promosse dall’Assessorato alla Cultura, guidato da Loretta Barbagallo, in collaborazione con il progetto “Vietato Morire”, le associazioni  Integramiamoci ed Eleutheria della città, la Biblioteca comunale “G. Agnello” e le volontarie di Nati per Leggere, per ricordare e celebrare la  Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Presenti alla cerimonia la giunta municipale, consiglieri comunali, rappresentanti di associazioni, del Gruppo comunale di Protezione Civile, il Comandante della locale Stazione dei Carabinieri, maresciallo Sebastiano Pappalardo, il comandante della Polizia Municipale, Giuseppe Casella, il Corpo Bandistico Città di Canicattini Bagni diretto dal M° Sebastiano Liistro con il suo presidente, Sebastiano Scaglione, e tanti cittadini.

«La panchina rossa – ha detto ancora il sindaco Miceli, prima di apporre insieme all’assessore Barbagallo un mazzo di rose e scoprire la panchina – vuole essere il simbolo di un’attenzione che non deve abbassare la guardia su un fenomeno che colpisce madri, giovani e bambini, e nello stesso tempo di incoraggiamento alla denuncia per le tante donne che ancora oggi subiscono in silenzio. Per questo dobbiamo continuare a sensibilizzare le coscienze alla cultura del rispetto, che non può e non deve essere un esercizio di stile riservato al 25 Novembre, ma la nostra quotidianità, la nostra vita».

Tre i momenti per celebrare questo importante appuntamento.

Il primo si è svolto giovedì 22 Novembre nelle classi delle tre Sezioni della Scuola dell’Infanzia con “Seminare le parità. Storie di principesse che salvano draghi “, letture  a cura della  Biblioteca comunale “G. Agnello” e  dei volontari NpL.

Il secondo, con l’inaugurazione di questa mattina e, nel pomeriggio, a Palazzo Messina Carpinteri, con le riflessioni e il dibattito sul film ““Malala”, a cura delle associazioni Integramiamoci e Eleutheria.

Il terzo appuntamento è invece in programma per domani, lunedì 26 Novembre, ore 17:00, al Museo Tempo di via XX Settembre 132 – via De Pretis 18, con l’incontro “Impronte di altro genere”, aperto dai saluti del sindaco Marilena Miceli e gli interventi di:

Loretta Barbagallo, assessore alla Cultura; Sebastiano Pappalardo, comandante  Stazione Carabinieri Canicattini Bagni; Luisa Ardita, presidente Fondazione Eligia e Giulia Ardita; Maria D’Andrea, presidente Associazione Colori d’Aretusa; Cristina Amenta, esperta in psicologia investigativa e criminologa; Assunta Fichera, poetessa, legge Maria Grazia Calandrone accompagnata dalla danza di Aurora Uccello e Noelia Lomagro.

Una violenza quella sulle donne che il più delle volte avviene all’interno delle mura domestiche, spesso da parte di chi afferma di voler bene la vittima, e quasi sempre legata al concetto di “possesso” o “sottomissione” che molti uomini hanno delle donne.

I numeri di questa violenza in Italia continuano ad allarmare, come rendono noto le Forze dell’Ordine per i primi nove mesi del 2018, e non consentono di abbassare la guardia: 94 le donne uccise; da gennaio ad agosto 8.414 i casi di stalking; oltre 10 mila le denunce per maltrattamenti; 2.977 i casi di violenza sessuale; e 8.718 le denunce per percorse subite.

Violenza che anche la comunità di Canicattini Bagni in questi anni ha, purtroppo, registrato con grande dolore, con l’uccisione lo scorso 17 Marzo della giovane Laura Petrolito, mamma di appena 20 anni, e il 16 Giugno del 2014 di Maria Ton, 36 anni rumena. Anche loro uccise da chi diceva di “amarle”.

 

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