Canicattini – Consiglio comunale, quello tenuto venerdì sera a Canicattini Bagni, caratterizzato dall’approvazione all’unanimità dei presenti (10 consiglieri su 12) della “Mozione per una adeguata e funzionale pianificazione strategica del nuovo ospedale distrettuale e provinciale di Siracusa nell’area dello svincolo Siracusa sud della rete autostradale”, che ribadisce la contrarietà del Comune di Canicattini Bagni, in linea con la decisione assunta e manifestata da tutti i Comuni dell’area montana e non solo, all’individuazione, all’interno del centro abitato, nell’area FS2 della “Pizzuta”, fatta dal Consiglio comunale di Siracusa per la costruzione del nuovo ospedale distrettuale e provinciale.

Dopo l’approvazione unanime dei verbali delle sedute precedenti del 13 e 23 luglio scorsi, per quanto riguarda le comunicazioni, è stato il presidente Paolo Amenta a dare lettura della nota della consigliera Luisa Chiarandà con la quale comunicava l’abbandono del gruppo “Insieme per Cambiare” e la scelta di svolgere il suo mandato da indipendente.

Scelta evidenziata anche tra i banchi del Consiglio, considerato che i tre consiglieri del gruppo “Insieme per cambiare”, Francesca Cassarino, Sebastiano Garro e Danilo Calabrò, hanno preferito sedere sulla stessa fila, lasciando da sola l’ex loro compagna di gruppo.

Subito dopo ha preso la parola il sindaco Marilena Miceli per comunicare che sono stato aggiudicati i lavori di completamento del terzo piano del plesso scolastico “Mazzini”, e che in mattinata la ditta aggiudicatrice si era presentata in Comune, per cui entro il mese i lavori saranno ultimati e nei locali potranno essere ospitate le classi delle Scuola media “G. Verga”, interessata, a breve, dai lavori di adeguamento sismico, il cui progetto ha superato lo scoglio regionale, collocandosi in graduatoria al 22° posto su 390 Comuni, nella fascia di garanzia per l’ottenimento del finanziamento, ed è stato già trasmesso al MIUR, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per  la decisione finale.

L’altra comunicazione è arrivata dal capogruppo di maggioranza di “Sviluppo e Futuro”, Sebastiano Gazzara, per annunciare l’avvio dei lavori di sistemazione interna dell’aula consiliare, con una più funzionale modulazione dei banchi, miglioramento del sistema microfonico e di presa dell’audio per le riprese video.

Concluse le comunicazioni, il presidente Amenta ha messo in discussione il punto 3 dell’ordine del giorno, relativo “Approvazione dello schema di convenzione per la gestione unitaria, nel territorio dell’Unione dei Comuni “Valle degli Iblei”, delle funzioni di nomina e gestione del responsabile della protezione dei dati (RPD), ai sensi dell’art.37 del regolamento UE 2017/679”.

Ad illustrare la scelta di convenzionare questo nuovo adempimento comunitario con l’Unione dei Comuni, in modo da ridistribuire i costi all’interno dei sette Comuni che vi aderiscono, con notevole risparmio per le singole municipalità, è stato il sindaco Miceli.

Sull’argomento sono interventi anche il capogruppo di minoranza, Danilo Calabrò, il presidente Amenta e il consigliere Sebastiano Cascone, nel suo ruolo di assessore all’Unione.

Il punto in questione è stato approvato all’unanimità dei presenti.

L’argomento successivo, illustrato dall’assessore al Personale, Tributi, Contenzioso, Polizia Municipale e Viabilità, Domenico Mignosa,  ha riguardato il “Regolamento comunale per la determinazione dei canoni enfiteutici e l’affrancazione dei terreni comunali”, le cui procedure sono fissate dal Codice Civile e da una serie di norme, e che l’Amministrazione ha voluto predisporre a seguito dell’evidenziazione di un caso relativo ad un enfiteuta su un terreno agricolo acquisito dal Comune tramite la Regione con il passaggio dei beni dell’Opera Pia “Cassarino” (gli edifici oggi Museo Tempo).

Un diritto reale di godimento previsto dal Codice Civile, molto in uso in tanti Comuni, spesso con contratti vecchissimi, anche d’epoca medioevale, per cui si concede ad un soggetto (enfiteuta) di godere del fondo, di farne propri i frutti e di utilizzarne il sottosuolo, dietro l’obbligo di migliorare il bene e pagare un canone. L’enfiteuta alla fine può chiedere l’affrancazione di quel bene dopo che ne è stato calcolato il valore.

L’obiettivo, come nel caso della fine del primo e del secondo conflitto mondiale, come ha precisato il presidente Amenta, il più delle volte era quello di impedire l’abbandono delle terre da parte dei proprietari e dei latifondisti.

Ampio il dibattito che l’argomento ha aperto, con gli interventi dei consiglieri Francesca Cassarino e Luisa Chiarandà, dell’assessore Pietro Savarino e del capogruppo di minoranza, Danilo Calabrò, che nel dichiarare di essere d’accordo al regolamento, ne chiedeva la correzione sul punto relativo al calcolo del valore non solo attraverso il reddito dominicale, ma anche attraverso la ricerca del canone originario.

Messo ai voti, il punto veniva approvato con 7 voti favorevoli (maggioranza e Chiarandà) e 3 contrari della minoranza.

A seguire, il Consiglio comunale ha trattato l’argomento della Mozione sul nuovo ospedale di Siracusa e la scelta dei colleghi del Consiglio comunale di Siracusa di individuarne l’area in una delle zone più congestionate dal punto di vista urbanistico, la Pizzuta, penalizzando, nella sua fruizione e raggiungibilità in tempi più che ragionevoli in termini di garanzia di sicurezza, ha specificato il presidente Paolo Amenta, in particolare i cittadini dell’area montana, così come della provincia, non tenendo conto del ruolo dell’ospedale, struttura sanitaria distrettuale e provinciale (Spoke, utenza da 150 mila a 300 mila abitanti, come recita il Decreto Balduzzi).

«Una battaglia di civiltà che guarda al futuro, alle nuove generazioni che non dovranno essere penalizzate nel diritto ai servizi sanitari e negli standard qualitativi, da scelte dettate dall’ottusità e dallo scontro politico – ha detto il presidente Amenta -. L’ospedale di Siracusa, finanziato al 95% dallo Stato, per il 5% dalla Regione e per il restante dall’alienazione dei beni esistenti, le vecchie strutture, per cui l’Asp, vera responsabile del progetto, deve individuare l’area più adeguata per le sue funzioni distrettuali e provinciali, non può essere rinchiuso nel centro abitato, in una zona ad alta intensità abitativa e commerciale, qual è la Pizzuta, dove i costi di espropriazioni, così come sentenziato anche dal CGA, oscillano sui 130 euro al metro quadro. Quando, invece, c’è la possibilità di avere una struttura libera da criticità viarie, aperta a possibili allargamenti dei servizi, compreso un eliporto per il primo soccorso, come presuppone una moderna struttura sanitaria che opera in una provincia ad alto rischio sismico e con uno dei più grandi petrolchimici d’Europa, in un’area più omogenea, nei pressi dello svincolo autostradale Siracusa Sud, dove i costi si riducono notevolmente intorno ai 30 euro a metro quadro. Che oltre ad essere facilmente raggiungibile senza vincoli viari, da tutti i Comuni, permetterà a questa provincia di mettere in Rete tutte le strutture ospedaliere (Avola-Noto, Augusta, Lentini, Siracusa), migliorando notevolmente i servizi e l’offerta ai cittadini del territorio, soprattutto con un suo passaggio ad Hub, l’unico in tutta la Sicilia Sud orientale. Queste cose abbiamo sostenuto negli incontri avuti a Canicattini con i sindaci dell’area montana per chiedere la convocazione della Conferenza dei sindaci della provincia, che si è tenuta ieri, e nel corso del confronto durante i lavori del Consiglio comunale aperto dei giorni scorsi a Palazzolo Acreide».

Conferenza dei sindaci che ha visto la presenza della prima cittadina, Marilena Miceli.

«Un incontro quello di Siracusa che avevamo sollecitato come sindaci della zona montana – ha aggiunto la Miceli – che ha visto tutte le zone della provincia ribadire la contrarietà del nuovo ospedale alla Pizzuta e l’esigenza di avere una struttura efficiente e funzionale a ridosso dell’asse autostradale che attraversa e unisce tutta la provincia. In merito alle perplessità sui tempi e sulla garanzia del finanziamento, la Conferenza ha dato mandato al suo presidente, il sindaco di Siracusa, di chiedere un incontro con l’Asp e il presidente della Regione, Nello Musumeci, per ribadire la necessità di individuare una nuova e più funzionale area per l’ospedale».

Dopo gli interventi del presidente del sindaco, il capogruppo Gazzara ha letto la Mozione (clicca per leggere) su cui il Consiglio era chiamato al voto.

Mozione pienamente condivisa dai vari gruppi, come evidenziato negli interventi in aula, ad iniziare dalla consigliera Cassarino, medico: «Mi ritrovo ed approvo la mozione, perché finalmente si parla e si ha attenzione per le persone. Una struttura facilmente raggiungibile, in particolare dai Comuni montani, senza incorrere nei problemi viari che tutti conosciamo, salva vite umane».

Dello stesso parere anche il capogruppo di “Insieme per Cambiare”, Danilo Calabrò: «Da parte nostra c’è tutta la volontà e la collaborazione per sostenere questa battaglia che riguarda i diritti di tutta la collettività provinciale, e lo abbiamo dimostrato scrivendo personalmente a tutti i sindaci, e partecipando al Consiglio aperto di Palazzolo. Non si può ridurre il ruolo distrettuale e provinciale dell’ospedale di Siracusa, per cui è necessario individuare la scelta più idonea per garantire tutti. Questa mozione mi vede d’accordo, perché oltre a guardare all’oggi, mette le basi per il futuro, per servizi migliori e di qualità. Questo deve essere il senso della politica, per cui andiamo avanti».

Dopo Calabrò a prendere la parola è stata la consigliera Luisa ChiarandàVorrei ribadire l’assoluta necessità per la provincia di Siracusa di avere un nuovo ospedale, conforme agli standard odierni. La mozione trova la mia condivisione nel confronto vantaggi – svantaggi rispetto all’area individuata alla Pizzuta. Ciò che mi lascia perplessa sono le tempistiche, ma per questo è stato chiesto un incontro con il presidente Musumeci e con l’Asp, per cui spero che si valuti attentamente la questione, per trovare un accordo con tutte le parti.  Infine, vorrei invitare a intraprendere tutte le iniziative politiche possibili, come peraltro riportato nella stessa mozione, per lavorare “al miglioramento ed arricchimento degli standard qualitativi dell’ospedale nel territorio, e favorire il passaggio da Spoke ad Hub, nella considerazione, tra l’altro, di operare in un territorio al alto rischio sismico e con la presenza di uno dei poli petrolchimici più grandi a livello europeo”».

Dopo le dichiarazioni di voto dei capigruppo, Sebastiano Gazzara e Danilo Calabrò, la Mozione messa ai voti veniva approvata all’unanimità con l’impegno di essere trasmessa oltre che alla Regione e all’Asp, a tutti i Comuni della provincia, ad iniziare da Siracusa, e all’Unione dei Comuni “Valle degli Iblei”, per chiederne l’approvazione anche da parte di questi Enti del territorio.

Chiusa la vicenda del nuovo ospedale il Consiglio ha proseguito i lavori con la risposta scritta all’interrogazione del maggio scorso del consigliere Danilo Calabrò in merito alla “Sicurezza del servizio per il personale della Polizia locale”, risposta letta dall’assessore Domenico Mignosa; e con una seconda risposta scritta ad una interrogazione dell’ottobre scorso, sempre di Calabrò,  in merito alla Raccolta differenziata e gestione CCR sulla Maremonti, tra l’altro riaperto dallo scorso lunedì, dopo il cambio di gestione del servizio da Caruter a Prosat, con apertura tutti i giorni, da lunedì a sabato, dalle ore 9:30 alle ore 12:30, con esclusione del martedì, aperto nel pomeriggio, dalle ore 15:00 alle ore 18:0, come specificato dal sindaco Miceli.

Infine, chiusi questi altri due punti all’ordine del giorno, la seduta, prima di essere sciolta dal presidente Paolo Amenta, si è conclusa con l’Attività ispettiva, per cui sono state presentate interrogazioni a risposta scritta da parte dei consiglieri, Sebastiano Garro e Danilo Calabrò.

 

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