“Picca nai”, la mafia continua a minacciare di morte il giornalista Paolo Borrometi autore di inchieste sulle attività dei clan nella Sicilia sud orientale

Il messaggio con tre chiodi recapitato nella redazione di Tv2000 a Roma dove lavora il cronista siciliano che vive da anni sotto scorta per le continue minacce di morte delle cosche mafiose

Il messaggio recapitato a Paolo Borrometi

Ancora minacce di morte per il giornalista siciliano Paolo Borrometi, da alcuni anni preso di mira dalla mafia per le sue coraggiose inchieste sulle attività criminose ed illegale delle cosce nelle Sicilia sud orientale. A Borrometi, che da alcuni anni vive sotto scorta, dopo le aggressioni subite e le minacce dei boss, ieri, martedì 22 gennaio, è stato recapitato un messaggio minatorio scritto in dialetto siciliano ”Picca nai”, ovvero “Nei hai poco”, come dire “Ti manca poco tempo”.

Il messaggio, scritto con ritagli di giornali,  era contenuto in una delle tre buste con tre chiodi, recapitate nella sede romana di Tv2000, l’emittente della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana, dove Borrometi lavora e dove è ospite fisso della trasmissione quotidiana di approfondimento “L’Ora solare” condotta da Paola Saluzzi dal lunedì al venerdì.

Immediata la denuncia di Paolo Borrometi agli inquirenti a cui ha consegnato il materiale e l’inquietante messaggio.

Una vile intimidazione nei confronti di un giovane cronista dalla schiena dritta che con le sue inchieste giornalistiche ha acceso i riflettori sulle attività criminali delle cosche mafiose che operano e mettono in ginocchio i territori delle province della Sicilia del sud est, in particolare Ragusa e Siracusa, che Borrometi, modicano, conosce bene, avendo raccontato per anni la cronaca di uno degli angoli più suggestivi e preziosi di un’Isola che non riesce a svincolarsi dai tentacoli della piovra mafiosa, e che ha riportato nel suo recente libro “Un morto ogni tanto” (Solferino Libri).

A Paolo la piena solidarietà e vicinanza nostra, così come quella di Tv2000 e Rete Blu, dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, della Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani, di tante amministrazioni pubbliche, gruppi politici e parlamentari,  forze sociali, associazioni antimafia, e  di tanti cittadini.

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