Quale PD per lo sviluppo di Siracusa: confronto con le forze sociali, organizzato dal Gruppo di lavoro su Economia e Sviluppo che sostiene Salvo Adorno alla segreteria provinciale dei Democratici

Ascolto, confronto e condivisione, questa la linea per lo sviluppo del territorio per costruire il nuovo PD di Siracusa attualmente senza guida

In alto Adorno e Amenta, in basso Alosi e Bivona

Ricostruire un partito ed una classe dirigente plurale che pensi al presente ma soprattutto abbia la capacità di guardare e programmare per il futuro, attraverso l’ascolto e il costante confronto con le realtà sociali, diventando cinghia di trasmissione dei bisogni del territorio con le rappresentanze sovracomunali, regionali e nazionali.

Questa la visione del Partito Democratico siracusano emersa, nel corso di un confronto con le forze sociali, dagli interventi del professore Salvo Adorno, candidato alla Segreteria provinciale aretusea, e di Paolo Amenta, del coordinamento regionale e provinciale di “Base Riformista” del PD e vice presidente regionale di AnciSicilia, che sostiene la candidatura Adorno in questa fase congressuale rallentata dall’emergenza Covid-19.

Un confronto più che mai indispensabile, accelerato dalla necessità di andare oltre l’emergenza pandemica che in questi ultimi tre mesi ha messo in ginocchio l’economia del Paese e rimarcato pesantemente le fragilità di alcune aree, come quelle del Sud, in particolare del siracusano, e di alcuni sistemi portanti: dalla sanità al sociale, dal lavoro alle produzioni, dall’istruzione alla lentezza delle innovazioni, dalla pubblica amministrazione alla pesantezza di una burocrazia vecchia quasi sempre freno alla disponibilità d’investimenti da parte delle imprese, alla sottovalutazione di risorse come il turismo e la cultura che il mondo ci invidia.

Evidenziando, altresì, la sordità e la disattenzione verso problematiche come l’ambiente e i cambiamenti climatici, di cui si parla da anni ma che oggi, prepotentemente si impongono nell’agenda della politica, ai vari livelli di responsabilità, chiamata a dare risposte a tutto ciò e a disegnare il futuro dei territori e del paese.

Quale PD, dunque, per il futuro, si chiede il Gruppo di lavoro Economia e Sviluppo che ha organizzato l’incontro e che raccoglie le competenze diffuse tra iscritti e simpatizzanti del partito in tutto il territorio provinciale.

Un modo diverso di immaginare il ruolo della politica e della futura classe dirigente, che non può non ripartire da due azioni indispensabili per essere strumento di analisi, elaborazione e quindi di attuazione dei conseguenti atti che diano risposte ai bisogni del territorio e dei cittadini: l’ascolto e il confronto. Capaci di cogliere ciò che gli altri e il territorio esprimono, che si trasformano, dopo una seria e attenta analisi ed elaborazione, in condivisione, atto politico fondamentale per un partito come il PD chiamato a rappresentare larghe e diversificate fette della società.

E proprio dall’ascolto e dal confronto con le forze sociali, il candidato alla Segreteria provinciale del PD di Siracusa, Salvo Adorno, e il Vice Presidente di AnciSicilia Paolo Amenta, in quanto rappresentante delle Municipalità, primo front office con i cittadini, sono partiti nei giorni scorsi, attraverso una tavola rotonda in videoconferenza, coordinata dallo stesso Amenta, per parlare del dopo Covid-19, di rilancio dell’economia, di sviluppo e lavoro nel siracusano.

Invitati al confronto, aperto anche ad iscritti e simpatizzanti, sono stati il Segretario provinciale della Cgil, Roberto Alosi, il Presidente di Confindustria, Diego Bivona, la responsabile di Impresa Donna di Cna, Rosanna Magnano, punto di riferimento per donne imprenditrici della piccola e media impresa, il Vice Segretario provinciale di Cna Siracusa, Gianpaolo Miceli, e Fabio Moschella, imprenditore agricolo, già presidente del Consorzio per il limone di Siracusa ed ex assessore alle Attività Produttive al Vermexio.

«Quello che immaginiamo per la provincia di Siracusa è uno sviluppo ecosostenibile – ha esordito il prof. Salvo Adorno – grazie alle sue potenzialità che parlano al plurale: industriale, agroalimentare, turistico, artigianale, culturale e dei servizi. Siamo decisamente contrari ad una visione monoculturale dello sviluppo che non farebbe altro che evidenziare la marginalità della nostra provincia. Il PD che vogliamo costruire, partendo proprio dall’ascolto e dal confronto con le realtà e le forze sociali, non può non affrontare il tema del dopo Covid, al di là di tutte le problematiche che questo ha aperto nella fragilità di un sistema sanitario come quello siracusano, e dello sviluppo futuro della provincia».

Introducendo il dibattito a distanza Paolo Amenta non ha potuto fare a meno di sottolineare come la ripresa del dopo Covid deve, per forza di cose, ripartire da una classe dirigente, nel senso più vasto del suo termine, ma in particolare politica e sociale, rinnovata, capace di affrontare e dettare, unitariamente, la strada e le linee guida per affrontare temi di primaria importanza per migliorare la qualità della vita delle comunità e la crescita economica dei territori. Iniziando dal lavoro, dalla lotta alle disuguaglianze e alla povertà, dal sostegno e assistenza alle disabilità, dal carente rapporto dei servizi sanitari nel territorio, come dimostrano la vicenda del nuovo ospedale che si voleva marginalizzare e la gestione dell’emergenza Covid, nella consapevolezza di avere a disposizione, a livello di sviluppo, una economia dalle grandi potenzialità, con una zona industriale ecoriconvertibile che proprio in questa fase dell’emergenza ha garantito oltre il 70 per cento delle produzioni e dell’occupazione,  e ancora un comparto agroalimentare tra i più avanzati dell’isola e un sistema di piccole e medie imprese in grande fermento ma dimenticato.

Superando ostacoli quali, tra gli altri, la difficoltà delle donne di trovare spazi nel mondo del lavoro e dell’impresa, la lentezza e la farraginosità del sistema burocratico, in particolare di quello regionale, come oggi evidenziato dalla manca istruttoria delle domande di cassa integrazione presentate dalle aziende per sostenere e non licenziare i propri lavoratori, la fragilità dei Comuni sempre più indeboliti dai tagli ai trasferimenti finanziari ma chiamati ad erogare servizi essenziali che la finanza locale, a causa del perdurare della crisi nelle famiglie e nelle imprese, non riesce più a coprire.

Temi che non nascono con il Covid, ha più volte rimarcato Amenta, ma che sono vecchi all’interno di un dibattito politico sempre più frazionato, dove la presenza di un PD aperto, plurale, capace di mettere insieme tutti i soggetti, è certamente un valore aggiunto lungo il percorso di sviluppo a cui sono chiamati i territori.

«Il Covid ha riaperto queste ferite – ha sottolineato Amenta – mettendo in forte evidenza la fragilità di un corpo, quello regionale e provinciale, fortemente debilitato, per il quale occorrono visioni nuove e condivise».

Ad iniziare dal modello lavoro, come ha evidenziato il segretario provinciale della Cgil, Roberto Alosi, in una provincia dove sottoccupazione e precarietà hanno costruito sempre più poveri. Per Alosi il futuro deve vedere una ristrutturazione del sistema economico e sociale, così come del mercato e del lavoro, mettendo al centro il capitale umano e la sicurezza, considerando che il modello liberista che doveva dare risposte alla crescita e allo sviluppo si è dimostrato fallimentare. 

Bisogna, dunque, rimettere al centro il valore sociale del lavoro, la sicurezza e i diritti dei lavoratori. «Il capitale umano è fondamentale, sono i lavoratori che in questa fase di emergenza – ha aggiunto Alosi – nei vari settori, sanitario, vigilanza, produzione di beni di necessità, servizi essenziali, stanno contrastando il Covid e garantendo servizi a tutti».

C’è innanzitutto bisogno di coesione per il presidente di Confindustria Diego Bivona, dopo i tanti tentativi andati a vuoto in provincia di Siracusa, per cui ben vengano iniziative come quella promossa dal Gruppo di lavoro Economia e Sviluppo assieme ad Adorno e Amenta, così come quella del Prefetto, di mettere attorno ad un tavolo i soggetti dello sviluppo per un obiettivo comune. Occorre però un linguaggio nuovo per il presidente di Confindustria per definire il Polo Industriale, spesso osteggiato, ma che al contrario oggi, nell’emergenza Covid, dimostra quanto sia vitale, fornendo materiali indispensabili per la salute e per la lotta al contagio. Il Polo Industriale non deve più essere visto come strumento “settoriale” ma bensì come “filiera”, per cui se si tocca una parte di essa crolla tutto.

«Inutile avere un ospedale bellissimo – ha detto Bivona – se poi mancano i tamponi, le mascherine, la sicurezza e così via. Per cui settori come il turismo nel nostro caso non decollano se mancano i sistemi dell’accoglienza e dei trasporti. Il Polo industriale ha dimostrato come fermandosi turismo e commercio, l’economia dell’intero territorio sia stata tenuta in piedi dal settore industriale garantendo sicurezza e salute dei lavoratori. Sicurezza che si inquadra in una visione di economia ecosostenibile. Siamo d’accordo e condividiamo l’apertura di un nuovo dialogo tra le parti e con la politica, dove non ci siano vincitori e vinti, per coniugare economia con sicurezza ed economia con ecologia, assicurando così un futuro al Polo industriale e permettendo alle aziende di poter investire».

Ripartire dopo il Covid, ha ripreso il vice presidente di AnciSicilia Paolo Amenta, significa affrontare anche patologie pregresse del territorio che si ripercuotono, ingiustamente, sul lavoro femminile che rischia di fare rischiosi passi indietro rispetto alle conquiste di questi anni. La chiusura delle scuole e degli asili nido, con la presenza a casa da mesi dei figli, e la carenza di strutture alternative, aprono infatti seri problemi al ritorno in produzione delle donne.

«La pandemia che stiamo affrontando – ha sostenuto l’imprenditrice Rosanna Magna di Impresa Donne – ci dice che siamo sulla stessa barca e dobbiamo remare verso la stessa direzione, per cui perché solo le donne devono occuparsi dei figli, nella quasi totalità ci sono anche i papà, che possono usufruire di congedi. Anche perché oltre l’84 per cento delle imprese sono piccole e al femminile, e per di più si occupano della cura della persona, e a tutt’oggi non hanno ottenuto ancora alcuna risposta e sostegno».

 Remare verso la stessa direzione, proprio in questa difficile fase di pandemia e in attesa di lanciare la fase 3 della ripartenza, della rinascita, come è stato evidenziato in tutti gli interventi durante il video confronto voluto da quella parte del PD che sostiene Salvo Adorno alla Segreteria provinciale del partito, significa anche dare una valutazione ai troppi e a volte poco chiari decreti emessi da parte governativa, che vedono ancora una parte del sistema produttivo, come le piccole e medie imprese, tagliate fuori, per la farraginosità delle procedure, com’è avvenuto per il sostegno attraverso le banche e la cassa integrazione in deroga.

Ad evidenziarlo nel suo intervento è stato il vice segretario provinciale di CNA, Gianpaolo Miceli. «Il Covid ha dimostrato quanto sia nudo il Re – ha precisato Miceli – di come abbiamo perso il gusto al dialogo e alla programmazione. Bisogna riprendere a parlare di sviluppo, ma insieme, così come bisognava discutere insieme delle misure da adottare per aiutare e sostenere le imprese. E invece oggi ci troviamo con un sistema del credito, che è quello che deve dare i soldi, che si è impantanato come la Regione con la sua farraginosità per la cassa integrazione. C’erano altri sistemi più snelli, bastava un confronto con le parti sociali. Impariamo anche a programmare, ma non per l’immediato ma guardando ai prossimi vent’anni, se vogliamo costruire sviluppo che non può non vedere protagonista la piccola e media impresa oggi così tanto penalizzata, ad iniziare da una finanziaria regionale parcellizzata che non guarda di certo alla crescita».

Altro comparto che in provincia di Siracusa, così come in tutta l’isola, esprime eccellenze e nello stesso tempo difficoltà di inserimento nel mercato e che va decisamente sostenuto è quello dell’agroalimentare.

«Da tempo purtroppo nella vita politica manca un luogo dell’ascolto – ha messo in luce Fabio Moschella – per cui l’iniziativa del PD va salutata positivamente per ricostruire insieme quel senso di comunità che si è perso. Bisogna dirci chiaramente che tutta la ricostruzione del dopo Covid avverrà sul debito, che di fatto darà più potere al mondo della finanza. E allora c’è bisogno di una classe dirigente capace di governare questi processi per tornare alla normalità ripensando ad una nuova economia e a una nuova società. L’agricoltura, dove contiamo eccellenze, per non essere tagliata dal mercato deve continuare a puntare sull’innovazione, guardando ad uno sviluppo plurale e armonico. Bisogna sempre più puntare ad una agricoltura sostenibile e illuminata, per produrre cibo e salute, qualità e sicurezza alimentare. Insomma dobbiamo essere più smart e la politica deve sapere gestire questi percorsi. Per questo occorre un PD di larga partecipazione popolare, competenze, responsabilità e alto senso dello Stato».

Un Partito Democratico aperto, quindi, che si confronta e chiama alla condivisione, per il dopo Covid-19 e lo sviluppo futuro di una provincia che possiede grandi potenzialità di rilancio. Una forza politica capace di costruire la governante del territorio dal punto di vista dirigenziale e politico, questi gli obiettivi della scelta di Salvo Adorno alla Segreteria provinciale del PD.

Un percorso già aperto che nel prossimo incontro vedrà al centro i temi del welfare e le risposte che la politica deve dare alla sempre più crescente domande di sostegno che arriva dalle fragilità della società.

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